Italia

Legge elettorale, Grillo lancia il referendum online

 Roma. Il Movimento 5 Stelle, come annunciato,affida alle consultazioni online la scelta del modello di legge elettorale da presentare alla Camera.

Un primo referendum, per stabilire la “famiglia” di appartenenza del sistema elettivo è stato lanciato, non senza qualche polemica, martedì 22 gennaio sul blog di Beppe Grillo.

“Il primo quesito è tra proporzionale e maggioritario – si legge infatti sul sito dove le votazioni si svolgeranno, aperte solo agli iscritti certificati, dalle 10 fino alle 19. Il tuo voto per partecipare a una scelta fondamentale – ricorda il blog di Grillo – è importante, essere cittadino attivo è un tuo diritto. Informazione e condivisione sono le parole della democrazia, ignote ai partiti che si riuniscono nelle loro sedi tra pregiudicati, pagate dai finanziamenti pubblici, in privato, per decidere le sorti di 60 milioni di cittadini italiani trattati come sudditi, tenuti fuori dalla porta del Potere. Per fine febbraio la legge elettorale del M5S nelle sue linee essenziali – si sottolinea – sarà pronta”.

Una scelta che viene rilanciata dal vicepresidente della Camera Luigi di Maio che, a Radio anch’io, sottolinea la scelta di coinvolgere i propri iscritti nella scrittura della legge elettorale e lancia una sfida al Pd: “Chiedo al Pd di utilizzare le sue primarie per chiedere ai cittadini se vogliono le preferenze. Se le vogliono, se il popolo del Pd vuole le preferenze siamo punto e da capo: dobbiamo inventarci una nuova legge elettorale”.

Ma la decisione di affidarsi al voto online, circoscritto a una sola giornata e senza preavviso, ha scatenato nuovamente i malumori di diversi iscritti e parlamentari del Movimento 5 Stelle, come già successo per il referendum sul reato di clandestinità. A dare voce alle critiche è il senatore grillino Orellana, che su Twitter si chiede: “Posso sperare in avviso giorno prima?”.

Intanto, nella giornata di mercoledì sono stati diffusi online i rendiconti di tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle relativi ai mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre 2013. In realtà, qualche deputato e senatore manca ancora all’appello (Laura Bignami, Fabrizio Bocchino, Roberto Cotti, Serenella Fucksia, Maria Marzana, Sergio Puglia), ma dello staff assicurano che presto, salvo sorprese, anche i “ritardatari” saranno in regola. L’eccedenza di stipendi e diarie del M5S, pari per questi mesi a 2.476.540,47 euro, è stata versata da deputati e senatori sul fondo di garanzia statale per le piccole e medie imprese, che sarà da ora in poi la destinazione definitiva per tutte le restituzioni mensili dei grillini.

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