Italia

Italicum, primo via libera. Berlusconi: “Con Renzi si ragiona”

 Roma. Via libera in Commissione Affari Costituzionali alla Camera al testo base della legge elettorale. Hanno votato a favore tutti i partiti della maggioranza (Pd, Ncd, Sc, Pi) e Forza Italia.

Resta però il nodo della delega al governo per disegnare i collegi elettorali: FI è contraria, mentre la chiedono tutti i partiti della maggioranza. L’esame del testo dovrebbe ora passare in aula a partire da mercoledì 29 gennaio.

Sul tema delle riforme è tornato a battere anche il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che in un messaggio inviato al congresso di Sel ha ribadito “la necessità di pervenire al più presto all’approvazione di riforme istituzionali”.

Intanto continua a far discutere anche il tema delle preferenze. Ieri, giovedì 23 il premier ha detto che sarebbe preferibile se i cittadini potessero scegliere attraverso le preferenze. Oggi il suo vice Angelino Alfano fa un appello a Silvio Berlusconi augurandosi che sul no alle preferenze il Cav “si ravveda”.

Ma il leader di Forza Italia (che in giornata ha nominato Giovanni Toti consigliere politico) sembra non ascoltare le sirene del Nuovo Centrodestra e, anzi, lancia nuovi messaggi di pace verso il Partito Democratico. “Finalmente ho trovato nel Pd qualcuno con cui si può parlare e ragionare: è stato fatto un primo piccolo passo verso la riforma globale del nostro assetto. Speriamo che queste riforme possano continuare”, ha detto Berlusconi a proposito dell’incontro con Renzi. “Abbiamo dato il via non solo alla legge elettorale – ha aggiunto – ma abbiamo dato il via alla prima importante riforma del nostro assetto costituzionale perché così com’è l’Italia non è governabile”.

Alfano intanto avverte: nel fine settimana presenteremo un emendamento del Nuovo centrodestra per le preferenze. “Ragioneremo a viso aperto e quindi presenteremo l’emendamento, mettiamo in gara con il consenso sul territorio, tutti coloro i quali vorranno entrare in Parlamento”. Parole dure sono arrivate anche da Renato Schifani: “Siamo per il sistema delle preferenze. Renzi e Berlusconi con questa scelta stanno commettendo un gravissimo errore”.

Di diverso avviso il ministro Franceschini: “Vedo che le preferenze sono diventate improvvisamente popolarissime ma io, che ho iniziato a prenderle, e molte, a vent’anni, sento il dovere morale di dire che oggi sarebbe un errore enorme reintrodurle”. Secondo Franceschini reintrodurre le preferenze sarebbe un errore “non soltanto perché farebbero quasi certamente saltare l’intesa raggiunta ma molto di più per i danni al sistema politico e alla sua trasparenza”.

Contro la riforma anche la Lega, come conferma Matteo Salvini: “L’Italicum è una legge peggiore dell’attuale, ci sono le liste bloccate, non ci sono le preferenze, c’è un premio elettorale del 20% quindi non c’è possibilità di scelta e sopravvivrebbero due-tre partiti”.

Per Salvini si tratta di “una legge fatta su misura per la convenienza di qualcuno. Detto questo, come Lega, continuiamo a dire che la nostra priorità è un’altra, è il lavoro, la disoccupazione, la farsa della mini Imu di oggi, la Tares e, l’euro che continua ad ammazzare le nostre imprese. Dopo tutto questo dibattito ci saremmo aspettati una legge elettorale piu’ vicina alla liberta’ di scelta per i cittadini”.

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