Italia

Clandestinità, M5S vota online per abolizione del reato

 Roma. Gli iscritti al Movimento 5 Stelle hanno votato per l’abolizione del reato di clandestinità. E’ il risultato di un voto online, andato in scena, non senza polemiche, nella giornata di lunedì sul blog di Beppe Grillo e al quale hanno partecipato quasi 25mila persone.

“15.839 hanno votato per la sua abrogazione, 9.093 per il mantenimento” si legge in un post serale. Ma non sono mancate critiche da parte dei cosiddetti “dissidenti” per modi e tempistica (si votava solo oggi, per sette ore), critiche che i pentastellati hanno affidato ai propri blog e ai social network. Il tema del reato di clandestinità già nell’autunno scorso rischiò di spaccare il Movimento, con Grillo e Casaleggio che sconfessarono – via blog – l’emendamento di due senatori stellati, Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi.

Secondo il senatore del M5S Luis Alberto Orellana, considerati uno dei cosiddetti dissidenti, la consultazione online “è l’ennesima presa in giro” o “palese incapacità” di fronte a una questione così importante. Orellana critica sul suo blog i tempi ristretti, coincidenti con gli orari d’ufficio, la mancanza di spiegazione sulle conseguenze del voto in aula. “Allo staff – assicura – era noto da tempo che questo provvedimento sarebbe arrivato in aula. Perché ridursi a poche ore dal voto a far partire il sondaggio?”.

Critico anche il senatore Francesco Campanella, secondo cui “non è così che va gestita la democrazia diretta”. “Il blog gestito così – continua – diventa un’arma nelle mani di qualcuno” e conclude: “Togliamo questa pistola a Casaleggio”. Un altro senatore, Lorenzo Battista, scrive su Facebook “penso sia giunto il momento di dire basta a questa gestione del blog/portale/sistema operativo (chiamatelo come vi piace)”.

Un altro senatore Fabrizio Bocchino lamenta inoltre che sul blog non sia stata pubblicata l’informativa sul tema preparata dai suoi colleghi Maurizio Buccarella ed Andrea Cioffi, che illustrava cosa si va effettivamente a votare martedì, e mai pubblicata sul sito. “Mesi di lavoro dei nostri colleghi – rimarca – liquidati da un mezzo paragrafetto presentato agli attivisti con una email mandata già a votazione aperta e con solo poche ore per fare una scelta”.

Non mancano, però, anche i commenti favorevoli tra i pentastellati. “Per la prima volta in questo paese dei cittadini nelle istituzioni chiedono ad altri cittadini di diventare legislatori, di partecipare attivamente ad un processo democratico. Questo è il nostro concetto di democrazia diretta” scrive il neo-capogruppo al Senato Maurizio Santangelo. “Sui temi etici – sostiene inoltre il deputato M5S Francesco L’Abbate – nessun portavoce può decidere per gli altri. Devono essere i cittadini a scegliere.

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