Procida

“Casa squillo”: arrestati vigile urbano di Carinaro e un 57enne di Gricignano

 Gricignano. Ci sono anche un vigile urbano del Comune di Carinaro, Vincenzo Picone, e un 57enne di Gricignano, Andrea Di Luise, tra i 12 arrestati, venerdì mattina, dai carabinieri della compagnia di Mondragone per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Si tratta di un’organizzazione che aveva creato un call center con guida dei clienti fino a destinazione e la promozione delle ragazze, anche on line, con foto e numeri. Giovani donne italiane e straniere che fornivano la loro prestazione all’interno di abitazioni dislocate nelle due province.

Gli arrestati: Luigi Tramontano, 44 anni, di Napoli (carcere); Federica Caiazzo, 25 anni, di Napoli (carcere); Antonio Scotto Di Gregorio, 38 anni, nato a Procida (domiciliari); Paola Visone, 39 anni, di Napoli (domiciliari); Pasquale De Vita, 49 anni, di Napoli (domiciliari); Andrea Di Luise, 57 anni, di Gricignano (domiciliari); Rita Amoroso, 31 anni, di Napoli (domiciliari); Xiomara Rojas, 42 anni, di Santo Domingo (domiciliari), Loredana Gargiulo, 39 anni, di Torre del Greco (domiciliari); Vincenzo Picone, 50 anni, di Carinaro, vigile urbano (domiciliari); Mario Pantano, 39 anni, di Napoli (domiciliari); Ferdinando Licciardiello, 25 anni, di Napoli (domiciliari).

Le indagini, durate circa un anno e mezzo, a partire dall’inverno del 2012, e coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, si sono avvalse soprattutto, anche se non solo, di intercettazione telefoniche e ambientali e hanno riguardato, in particolare, la “gestione”, da parte degli indagati, di due abitazioni, una sita a Carinaro (Caserta), l’altra a Pozzuoli (Napoli), apparentemente “centri di massaggi”, in realtà autentiche case di prostituzione di giovani donne, italiane e straniere.

Ognuno dei soggetti appartenenti al sodalizio criminale rivestiva, in seno allo stesso, un ruolo ben preciso e aveva una sua “specializzazione”: secondo gli investigatori, i primi due indagati, Tramontano e Caiazzo,gestivano e organizzavano le due case di prostituzione; il proprietario dell’immobile sito a Carinaro metteva a disposizione del gruppo la villetta di sua proprietà (ora sottoposta a sequestro preventivo), con la piena consapevolezza dell’attività che vi si svolgeva, tanto da pretendere il pagamento di un canone di locazione notevolmente maggiorato rispetto a quello di mercato.

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Altri soggetti si occupavano di pubblicizzare, con messaggi promozionali sui siti internet “bakekaincontri.it'” e “mercatone.if, le due case di appuntamenti; una delle prostitute si occupava di reclutare altre giovani disposte, come lei, a “lavorare” nelle case; giovani donne dalla voce suadente erano addette a ricevere le telefonate dei clienti, ai quali illustravano il listino prezzi, nonché, in maniera molto esplicita, la natura e la tipologia delle prestazioni sessuali e li guidavano, attraverso il telefono, verso le due abitazioni; altro indagato si occupava di trasportare le giovani donne dalle rispettive abitazioni fino al “luogo di lavoro”.

Una delle indagate curava l’aspetto fisico delle giovani prostitute; un commercialista di Napoli approntava la documentazione fiscale e curava le pratiche burocratiche volte a conferire alla casa di Carinaro una parvenza di legalità e a farla risultare, come si diceva prima, un “centro massaggi”, e così via.

Un altro dei soggetti coinvolti, raggiunto anch’esso dalla misura cautelare (arresti domiciliari), è il vigile urbano in servizio presso la polizia municipale del Comune di Carinaro, accusato del reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, in quanto, in cambio di prestazioni sessuali da parte delle giovani prostitute, ometteva di segnalare le illiceità riscontrate nel corso delle sue visite nella villetta. Desolante e turpe il caso di una mamma che, in sostituzione di una delle figlie, momentaneamente indisposta, assicurava il rimpiazzo della stessa sul “posto di lavoro” con l’altra giovane figlia.

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