Esteri

Usa, ondata di freddo polare: 21 morti

 New York. Ventuno morti. È il bilancio del grande freddo ch in queste ore attanaglia il Nordest degli Stati Uniti.

Lo riportano i media americani, spiegando come 21 persone siano rimaste vittime del freddo. Sette vittime sono state registrate in Illinois e altre sei nell’Indiana e almeno cinque persone sarebbero morte travolte dalla neve mentre la spalavano via. Molte altre delle vittime sono invece senza tetto, che hanno rifiutato di andare nei rifugi appositamente allestiti o non hanno fatto in tempo a raggiungerne uno.

Negli aeroporti del Paese il freddo ha causato ritardi nello smistamento bagagli e nel rifornimento degli aerei, costringendo le compagnie a cancellare oltre duemila voli ieri, portando il totale da domenica a 11mila. E non solo. Scuole chiuse, appelli a restare in casa, strade impraticabili per le bufere di neve e il ghiaccio. Quello che gli Stati Uniti stanno sperimentando in questi giorni è un gelo dal Polo Nord. Senza esagerazioni: sul Paese si sta abbattendo una ondata di aria gelida proveniente dall’Artico.

Le temperature polari, ai minimi da vent’anni, sono il frutto di un allineamento assolutamente anomalo di una serie di condizioni meteo, che hanno permesso al cosiddetto “vortice polare Artico” di portare venti forti e freddi in zone molto più meridionali del consueto.

Sono oltre 20 gli Stati piegati dal gelo, soprattutto quelli della regione dei Grandi Laghi, dal Michigan all’Illinois, con 140 milioni di americani costretti a fronteggiare disagi. Comertown, in Montana, ha registrato finora la temperatura più bassa, -63 gradi Fahrenheit (-53 gradi Celsius). Adesso l’ondata di gelo, secondo il servizio meteo, si sta spostando verso la costa orientale.

Il trasporto aereo intanto è diventato un incubo e molti di quelli che dovevano tornare a casa dalla vacanze natalizie sono rimasti a terra. 6.000 voli sono stati cancellati negli ultimi due giorni; nella sola giornata di martedì son stati soppressi oltre 2.200 viaggi. Operazioni ridotte anche in tutti e quattro gli aeroporti del corridoio nord-orientale: Jfk e La Guardia a New York, Newark in New Jersey e lo scalo di Boston.

E il bilancio dell’ultimo fine settimana è di oltre 21.000 voli in ritardo, con molti aeroporti trasformatisi in veri e propri accampamenti con brandine, coperte e pasti caldi per le migliaia di viaggiatori rimasti bloccati. 500 persone sono rimaste bloccate nella notte tra lunedì e martedì su un treno ad alta velocità dell’Amtrak, in Illinois, mentre la temperatura all’esterno era intorno ai 20 gradi sotto lo zero. Il convoglio, diretto a Chicago, una delle città più colpite, si è arenato su un cumulo di neve. Per liberarlo ci sono volute ore e i passeggeri sono stati evacuati su degli autobus.

Bloccato dal maltempo anche un altro treno in Michigan, anch’esso diretto a Chicago, con i circa 300 passeggeri che hanno dovuto aspettare nove ore prima di raggiungere la destinazione finale. Situazione critica anche in alcune zone dove a causa del grande freddo si sono create situazioni di black-out, con diverse famiglie e aziende rimaste senza corrente elettrica e in alcuni casi senza riscaldamento.

A rendere più preoccupante la situazione, infine, è anche l’emergenza influenza che ha colpito negli ultimi giorni almeno 15 Stati, e che ha già fatto le prime vittime, tra cui un bimbo di 5 anni. Si tratta di un’influenza stagionale dovuta a un virus, ma la situazione può peggiorare a causa del grande freddo.

Nella foto, l’impressionante immaginedi un faro ghiacciato, dopo essere stato colpito dalle onde, nel Michigan.

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