Campania

“Sandokan” vuole parlare con i magistrati: “Stanco di essere sempre accusato”

 Caserta. “Basta essere tirato in ballo da tutti per fatti che non ho commesso, voglio spiegare la mia estraneità ai fatti”.

Così, a sorpresa, il boss del clan dei casalesi, Francesco Schiavone, meglio conosciuto come “Sandokan”, rompe il silenzio a 16 anni trascorsi dal suo arresto avvenuto a Casal di Principe l’11 luglio del 1998. Da allora, rinchiuso al regime del carcere duro, non ha mai parlato. Ma giovedì pomeriggio, durante un’udienza del processo “Ammutinato più 60”, ha chiesto la parola: “Sono disponibile a parlare con il pubblico ministero”.

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