Aversa

Tribunale di Aversa, carenza di personale: maxi rinvio di processi

 Aversa. File dinanzi alle porte delle cancellerie, rinvii di udienze non più di mesi ma oltre l’anno, benefici del tanto decantato inizio con il ‘carico zero’ praticamente annullati.

Il tribunale di Aversa, così come può essere legittimamente chiamato da oggi, in considerazione della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di ieri del decreto legislativo approvato dal consiglio dei ministri nella seduta di venerdì, con il quale si riconosce quale sede del burocratico tribunale di Napoli Nord la città normanna, rischia di affondare a poco più di quattro mesi dalla sua nascita a causa della mancanza di personale sia giudicante che di cancelleria.

Ad oggi, di fatto, un terzo del personale previsto in organico è presente nella struttura del Castello Aragonese, adeguata a tambur battente la scorsa estate anche grazie all’attivismo del sindaco Giuseppe Sagliocco e di quello che è considerato il padre putativo del tribunale di Aversa l’ex sottosegretario alla giustizia Pasquale Giuliano.

“E’ indubbio – ha dichiarato l’avvocato Carlo Maria Palmiero che, quale portavoce del Comitato per l’istituzione del tribunale di Napoli Nord ad Aversa ha lanciato l’allarme – che con il correttivo di venerdì scorso il governo ha cercato di rimuovere qualche ostacolo, qualche intralcio burocratico per una più agevole copertura dei posti vacanti presso il tribunale di Aversa. Auspico che nelle more dell’attivazione di questi nuovi meccanismi ci sia un’utilizzazione temporanea di magistrati e personale di cancelleria perché i benefici auspicati per quello che doveva essere il fiore all’occhiello, ossia il carico zero, sono del tutto svaniti perché né il personale di cancelleria né i magistrati sono in grado di gestire il carico. Ovviamente, non per loro incapacità, ma per il peso oggettivo dei procedimenti pendenti”.

Non a caso, infatti, sono molti gli avvocati a lamentare rinvii di mesi se non già di oltre un anno, attese dinanzi alle porte delle cancellerie e, per quanto riguarda i ricorsi di lavoro, le udienze per i licenziamenti detti Fornero, dal nome del ministro del lavoro nel governo Monti, per i quali sono previste udienze a quaranta giorni, si parla, oramai, di poco meno di dodici mesi.

Una situazione paradossale nella quale brilla l’assenza dei consigli degli ordini degli avvocati sia di Santa Maria Capua Vetere che di Napoli, quasi a volersi scrollare da dosso il problema, dopo le violente polemiche e proteste dei mesi scorsi, dimenticando che, sino alla costituzione dell’ordine degli avvocati di Aversa entrambi hanno nelle proprie fila centinaia e centinaia di iscritti che fanno capo al nuovo ufficio giudiziario normanno.

Palmiero auspica “anche un’eventuale e diversa distribuzione del carico interno degli stessi uffici che potrebbe portare benefici all’utenza. Se è vero che non giriamo più tra le varie sezioni distaccate è anche vero che i tempi morti qui sono ingenti”. Inoltre, quello stesso decreto di venerdì ha istituito ufficialmente anche l’ufficio del Giudice di Pace di Napoli Nord, sempre con sede ad Aversa.

Una questione già all’attenzione del sindaco che stava valutando la localizzazione presso la Maddalena o nel complesso di San Domenico in buona parte già ristrutturato. Poi vi è stato uno stop e, ad oggi, non si hanno ulteriori notizie nemmeno di altre parti dell’opg Saporito, precedentemente promessi ed oggi, pare, dirottati all’utilizzo per una nascente struttura carceraria. Sagliocco promette impegno e pensa a ripristinare il tavolo tecnico che vedeva la presenza, oltre che dello stesso primo cittadino, del responsabile ufficio lavori e manutenzione degli uffici giudiziari della corte di appello di Napoli, la presidenza del tribunale e rappresentanti dell’avvocatura.

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