Aversa

Sportello anti-violenza chiuso, Saglicco manda via associazione

 Aversa. Sportello anti-violenza chiuso e protocollo d’intesa con l’associazione di volontariato “Noi Voci di Donne” revocato per presunta inefficienza.

La decisione è stata adottata nel corso dell’ultima seduta della giunta comunale normanna su proposta del sindaco Giuseppe Sagliocco. In pratica, a distanza di un anno esatto (la sottoscrizione del protocollo di intesa con l’associazione “Noi Voci di Donne” risale al 26 gennaio del 2013) viene cancellata un’esperienza che aveva portato anche all’arresto di un marito violento nell’ottobre scorso.

Anche se il primo cittadino si dice certo che lo sportello, ovviamente con un’altra associazione, dovrà continuare ad esserci e la giunta ha deliberato di dare mandato al dirigente d’area per giungere ad un nuovo protocollo, attesa “l’urgenza di provvedere ad attivare l’iter procedurale per la riapertura dì un nuovo sportello d’ascolto antiviolenza, anche alla luce dell’ultimo grave episodio dì violenza su una donna di Aversa, Paola Guglielmi, accoltellata dal marito” nella mattinata di domenica 22 dicembre scorso, sotto gli occhi dei due figlioletti di 2 e 5 anni. La donna è riuscita a sopravvivere, nonostante le ferite riportate, mentre l’aggressore, un docente di religione in un istituto professionale in Emilia Romagna, si suicidò lanciandosi nel vuoto dal balcone dell’abitazione della famiglia, un terzo piano di un edificio di un parco residenziale a cavallo tra Aversa e Gricignano.

Nella delibera, una delle primissime varate dall’esecutivo nel 2014, passata all’unanimità, con il voto, oltre che del primo cittadino, anche dei quattro assessori attualmente presenti ingiunta (la vicesindaco Nicla Virgilio, Elia Barbato, Ninì Migliaccio e Guido Rossi) si da atto che “da alcuni mesi il suddetto sportello ha smesso di funzionare, lasciando scoperto un servizio delicato e nevralgico per l’assistenza alle donne in difficoltà”.

Nell’atto di giunta si richiama anche un fax del 16 ottobre scorso della locale stazione dei carabinieri che “hanno rilevato la totale assenza di personale presso lo Sportello in argomento, lamentando l’impossibilità di richiedere supporto allo stesso per interrogare ragazze minori in presenza di particolari e gravi reati legati alla sfera sessuale”.

Ora la parola passa al dirigente dell’area specifica che dovrà attivarsi per selezionare un’altra associazione di settore che dovrebbe dare vita ad un nuovo centro di ascolto ubicato, in ogni caso, presso la struttura comunale di via Tristano.

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