Aversa

Scongiurata la mini Imu, Cella richiama i consiglieri

 Aversa. Scade il prossimo 24 gennaio il termine per il pagamento della mini Imu sulla prima casa. La nuova tassazione imposta dal governo Letta non interesserà Aversa dove i cittadini potranno risparmiare di mettere nuovamente mano alla tasca.

“È uno dei pochi comuni del casertano, il cui numero complessivo si può contare su una sola mano, che non sarà costretto a pagare questa nuova tassa”, spiega Salvino Cella, esponente dell’opposizione consiliare di centrosinistra, ai contribuenti che raggiungono il suo studio per chiedere il calcolo dell’imposta dovuta.

“Un esonero dalla tassa – continua Cella, che pur facendo parte della opposizione è abituato a dare giudizi obiettivi sull’operato amministrativo – il cui merito va ascritto alla gestione economica dell’amministrazione Sagliocco che non ha variato nel 2013 l’aliquota dell’imposta fissata al 4×1000 così che i cittadini non dovranno versare alcuna differenza come accade in quasi tutti gli altri comuni del casertano dove sarà non costretti a sborsare una aggiunta variabile tra l’1 e il 2 per 1000 a seconda dell’aliquota stabilita nell’anno scorso”.

“A rendere possibile questo, sia pure piccolo, vantaggio economico agli aversani è stata l’attenzione posta dall’amministrazione in carica sul recupero dei crediti e sull’equilibrio dei pagamenti effettuati negli anni passati che ha permesso di portare comunque denaro fresco nelle casse municipali che senza l’introito della min Imu sarebbero state certamente più vuote, creando difficoltà alla gestione amministrativa”, chiarisce Cella che però sottolinea la mancata attenzione da parte dei consiglieri comunali, che pure hanno presentato interrogazioni rivolte a migliorare il documento economico del bilancio, a suggerire con lo stesso sistema interventi che avrebbero sicuramente portato vantaggio all’amministrazione come, ad esempio, la riduzione della spesa per cancelleria prevista per l’ufficio acquedotto dove è stato approvato un bilancio in cui si prevedono 1 milione e 200mila euro da spendere per carta, matite, stampati e quant’altro materiale di cancelleria si utilizza in quell’ufficio mentre sarebbe stato sufficiente semplicemente ridurre la periodicità di invio delle bollette per diminuire l’importo previsto di almeno 200 mila euro.

Insomma, per Cella, occorre che la minoranza consiliare divenga propositiva evitando di dire ‘no’ solo perché si è all’opposizione. Perché quello che serve per la crescita della città, un dato che dovrebbe interessare tutti i componenti del consiglio comunale, è un’opposizionecapace di valutare obiettivamente i problemi della città e non esclusivamente su consiglio del leader di turno.

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