Sant’Arpino

Capasso (Udc): “Disoccupazione e false promesse”

Ernesto CapassoSant’Arpino. Era la primavera di quest’anno quando le “Sirene” di Palazzo Ducale, nel presentare il “Piano Casa”, …

… cantavano l’accattivante ritornello “finalmente i residenti delle cosiddette zone C potranno vedere concretizzato il loro sogno di avere una casa di proprietà e grazie a questo ci sarà sicuramente lavoro per centinaia di addetti: carpentieri, muratori, manovali, impiantisti, falegnami, fabbri, imbianchini oltre che fornitori di materiale per l’edilizia e l’impiantistica. Ci sarà inoltre lavoro per avvocati, tecnici e notai. In più, attraverso l’housing sociale, molte famiglie potranno coronare il loro sogno di avere una casa di proprietà a prezzi molto agevolati”.

Ed era sempre nella stessa primavera di quest’anno che si magnificava a Sant’Arpino l’“Eldorado” occupazionale, presentando il progetto “Atella” per “la realizzazione di un centro commerciale naturale formato da tutte le attività già esistenti sull’asse Martiri Atellani e di fare del parco archeologico il cuore pulsante di un vero e proprio parco urbano.

“Atella” mira fondamentalmente a risanare l’economia locale e a creare nuove occasioni di lavoro per tutti, ma soprattutto per i giovani. Ci sarà infatti opportunità di lavoro per tanti tecnici dei nostri comuni in diversi settori, che potranno contribuire concretamente alla messa in atto dei lavori.

“La realizzazione di questi progetti- dicevano le “Sirene” – prevede dei finanziamenti regionali ed europei ai quali abbiamo intenzione di accedere affinchè tutto questo si concretizzi presto. Nello specifico si prevede l’istituzione di un centro commerciale naturale e la costituzione del parco urbano “Nel cuore verde di Atella”.

E, ancora, sempre in quel periodo di grandi promesse, le “Sirene”, nel corso della presentazione del progetto per la realizzazione di un centro commerciale della famiglia Lendi, cantavano di un evento destinato ad incidere profondamente e positivamente sull’economia locale rilanciando le attività commerciali in una fase di grande crisi economica.

Il centro commerciale sorgerà in un’area attigua a quella storica del cinema-teatro e della pizzeria, estesa circa 14000 metri quadri di cui 4650 di superficie coperta e comprenderà una piastra alimentare con annessi depositi di 2100 metri quadri e una piattaforma commerciale di 2250 metri quadri che possono incentivare i commercianti soprattutto in un momento di grande crisi economica come quello che stiamo vivendo.

Tra l’altro si tratta di un struttura, quella del Lendi, che sorgerà in un’area strategica, al confine con diversi comuni tra cui Grumo Nevano, Frattamaggiore e Sant’Antimo e che dunque consentirà di dare una vera e propria boccata d’ossigeno all’economia del nostro territorio”. Siamo alla fine dell’anno e, purtroppo, il piatto piange, l’occupazione langue e di sviluppo nemmeno una briciola!

Le uniche note liete per una prospettiva di impiego vengono dall’oasi nel deserto dell’istituendo “Ufficio di Staff” del Sindaco e che consentirà ad un esiguo gruppetto di “privilegiati” di fare un’esperienza “para-lavorativa” di tipo volontario e a “costo zero”. Nella sostanza uno sfruttamento del lavoro intellettuale e professionale camuffato da “Volontariato” o, ancora peggio, “lavoro nero” volontario e non retribuito.

Va detto, per amore della verità, che il quadro negativo ben si confà a quello provinciale, regionale e nazionale. E, nella nostra provincia, pur in presenza di una positiva chiusura della vertenza Indesit, si avverte forte il peso di un crollo occupazionale nel contesto di una cornice regionale dove spicca la denuncia del neo-presidente dell’Associazione costruttori edili di Napoli, Francesco Tuccillo, che quantifica in ben 70 mila la perdita di posti di lavoro nel settore edilizio.

Va, però, anche detto che qualche piccolo spiraglio si incomincia ad intravedere e che l’arrestarsi, a livello nazionale, del trend negativo del Pil, prodotto interno lordo, che nell’ultimo trimestre dovrebbe abbandonare il segno meno,lascia sperare che la recessione dovrebbe essere alle nostre spalle. Ma questo non basta! E’ necessario, perché parta un circuito virtuoso dello sviluppo e della ripresa economica, un colpo di reni della politica e a tutti i livelli. Si tratta di far partire la domanda interna e, quindi, politiche che incentivino i consumi.

La mia esperienza di imprenditore, che opera nella logistica e negli imballaggi, mi consente di poter dire che l’apparato produttivo del “Sistema Italia”, specialmente all’estero, regge e ha forti qualità imprenditoriali e professionali. Quello che manca è il coraggio di una iniziativa politica, a livello locale come a livello nazionale, che scommetta sulla capacità di intrapresa degli italiani e assuma iniziative in grado di far ripartire gli investimenti pubblici.

Iniziative adeguate che, come ha giustamente sottolineato lo storico Giuseppe Galasso, devono andare in direzione di un “alleggerimento del fisco,accordi commerciali vantaggiosi con paesi extracomunitari, sostegno dei consumi e dei redditi, sburocratizzazione di molte procedure, accelerazione della spesa pubblica, maggiori garanzie dell’occupazione e per i disoccupati.

Si tratta di provvedimenti che da troppo tempo si aspettano e che sono essenziali per cambiare passo e avviare seriamente lo sviluppo e la crescita economica del nostro Paese.

Ernesto Capasso, ex consigliere comunale ed esponente locale dell’Udc

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