Orta di Atella

“Terra (in)Felix”, Rainone presenta il suo libro al Centro Studi

 Orta di Atella. Domenica 15 dicembre, alle ore 18, in via Mazzini 11, ad Orta di Atella, il Centro Studi “Massimo Stanzione” presenterà il libro del preside Salvatore Rainone: “Terra (in)Felix, il ritorno”.

Il libro fa parte della collana “La vite maritata al pioppo”, aggiungendosi così alle altre pregevoli iniziative attraverso le quali Rainone conserva le antiche tradizioni popolari ortesi, ma senza per questo rinunciare a diffondere il germe della speranza per una rinnovata rinascita cittadina. Coordinatore del convegno sarà il presidente del Centro Studi, Zaccaria Del Prete. Discuteranno con l’autore l’accademico Giuseppe Limone, ordinario di Filosofia del Diritto e della Politica presso laSeconda Università degli Studi di Napoli, gli architetti Salvatore Di Leva e Alessandro Di Lorenzo.

Il libro è una storia romanzata di un figlio di emigranti, Thomas, che dopo anni di lontananza dal paese d’origine dei suoi nonni, torna finalmente ad Orta di Atella. Lo stupore per i cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni lo stordisce, inducendolo, come in un amarcord felliniano, a rivivere l’infanzia dei suoi nonni tra i copertoni che bruciano nelle campagne cosparse ancora di un bucolico sentire. Un turbinìo di sentimenti conduce il lettore attraverso la nostalgia per un passato perduto, dove vita agreste e rapporti sociali si fondevano oniricamente tra le strade ed i vicoli di Orta, dove la gente era consapevole delle proprie difficoltà ma anche speranzosa in un futuro migliore. Ciò non è stato! Rimpianto ma coraggio per l’avvenire, questo è quello che l’autore ci suggerisce. La sua penna penetra mirabilmente il cuore, trasformando quei ricordi di un tempo trascorso in un riscatto per il futuro. Non vi è futuro senza storia, non v’è passato che sia completamente offuscato, non v’è anima che possa inaridirsi dietro una sterile globalizzazione uniformante.

“Ancora oggi vale affermare che se molti avessero ricordato, ovvero fosse stato loro favorito il ricordare l’odore della canapa, il colore del granoturco ad essiccare al sole, sarebbero stati custodi più gelosi del loro territorio”. Allora ci sembra ancora di sentire le voci delle persone che si recavano di buona lena nei campi di Casapuzzano a lavorare l’oro verde, la canapa, gli odori ed i profumi del baccalà e delle caldarroste, di vedere ancora i bimbi che si rincorrevano lungo gli argini dei lagni, le mamme che cullavano i propri bebè, fasciati come mummie egizie. Attraverso la descrizione di un’Orta che avrebbe desiderato, Rainone indica le basi per un riscatto sociale, per un ideale ma pur sempre agognata “ortesità”, scevra dai vizi del potere e dalla sete di denaro. Il bene comune è un elemento imprescindibile, è il fondamento di ogni agire umano, ed è ciò che l’autore grida con tutta la sua veemenza dalle pagine del suo libro.

Un testo che tutti gli ortesi dovrebbero gelosamente conservare sui loro scaffali e leggerlo soprattutto nei momenti di sconforto e di rinuncia. Anche i toponimi dell’antico borgo atellano, come la cosiddetta “Via Nova” sono l’occasione per gettare un ponte ideale tra l’Orta che fu e quella che ci appare oggi. “Via Nova oggi si propone come spinta a valutare come l’azione dell’uomo, malamente rapportata alle cose della propria terra e della sua evoluzione, rende il tempo un trascorso inutile e sterile per le occasioni perdute del bene comune. In questa semplice ma amara riflessione c’è il perché di una parentesi storica non felice di un territorio, di una nazione, di un paese come Orta che vanta valori e qualità, purtroppo ancora non conosciute dalle giovani generazioni che hanno difficoltà a legare l’oggi a ieri. Difficoltà indotta in loro dalla esclusione da ruoli di autodeterminazione che li renda fiduciosi di un futuro migliore”.

Alla fine saranno le parole di un piccolo angelo, in un letto d’ospedale, la cui finestra guarda verso il Vesuvio, a rammentarci che anche nella “Terra dei Fuochi” può nascere l’uomo nuovo e spirituale, destinato finalmente a riprendersi la sua dignità negata. Il convegno sarà accompagnato da una mostra del pittore ortese Luigi Marruzzella, i cui quadri fanno da sfondo al libro, cantore dell’atellaneità scomparsa.

Le opere di Marruzzella sono autentica espressione di quel “colore del tempo che passa”, parole che Italo Calvino pronunciò per la prefazione a “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera. La serata sarà ripresa dalle telecamere di Atella Tv, la web tv della cultura, media-partner dell’evento.

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