Italia

Letta: “Ce la faremo: svolta generazionale”

 Roma. “Il 2014 sarà l’anno della svolta,non solo per l’economia ma anche e soprattutto per le riformeistituzionali, che saranno complete e compiute, per la leggeelettorale”.

Lo ha affermato Enrico Letta aggiungendoche“l’Italia ce la farà”. Alle domande su un possibile rimpasto assicura: “Non è un tema all’ordine del giorno.

La discussione che faremo sarà sul programma, io sono contento di come sta lavorando l’esecutivo”. Letta apre la conferenza stampa di fine anno con un “grazie alla stampa, fondamentale per la democrazia”, rispondendo ancora una volta agli attacchi che, giornali e giornalisti, subiscono da più parti, M5S e Lega in testa. Il premier ha sottolineato come nel 2013 l’Italia abbia “in un colpo recuperato 30 anni di calendario”.

Riferimento al cambio generazionale nella classe dirigente italiana. “La nostra generazione – ha detto il premier – ha ora una responsabilità, e non ha alibi. Il 2013 è l’anno cheverrà ricordato come una svolta generazionale senza precedentinella storia repubblicana italiana”. Lagenerazione dei 40enni viene ora“messa alla prova e non può fallire, non ha alibi”.

Letta si dice ottimista. Il 2014 sarà l’anno delle riforme e le tempistiche saranno definite nel contratto diprogramma a gennaio.

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“Sulle riforme costituzionali il Governo farà la sua parte. Prima delle Europee dovremo avere la nuova legge elettorale e i primi passaggi parlamentari sull’eliminazione del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, la riforma del Titolo V, e l’eliminazione della parola Province dalla Costituzione”.

E sul presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano dice: “non soltanto non ha travalicato i suoi compiti, i poteri che la Costituzione gli assegna, ma concon la suacredibilità ha salvato l’Italia, un paese che stava sbandando e stava finendofuori strada”.

Letta definisce anche “fuori luogo” le parole utilizzate da Grillo negli attacchi al Colle delle ultime settimane: “C’è bisogno da parte di tutti di essere assolutamente fermi. Bisogna reagire con fermezza, le istituzioni hanno bisogno di difesa e di funzionare bene”.

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