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Imponevano il pizzo anche sulle pigne: 4 arresti

 Castel Volturno. Gli agenti della squadra mobile di Caserta e del commissariato di Castel Volturno, coordinati dalla Dda di Napoli, hanno arrestato quattro uomini ritenuti affiliati alla fazione Bidognetti del clan dei casalesi che imponevano il pizzo sulla raccolta delle pigne.

Si tratta di: Luigi Bitonto, 37 anni, alias “’O Mellunaro”; Salvatore Bitonto, fratello di Luigi, 28 anni, anch’egli detto “’O Mellunaro”; Antonio Luigi De Luca, 33 anni, detto “’O Torinese”; e Carlo Taurino, 39 anni, tutti di fatto domiciliati a Castel Volturno. L’operazione rappresenta l’epilogo di un’indagine condotta dalla sezione della squadra mobile di Casal di Principe, insieme al commissariato castellano, su gruppo costituito da persone gravitanti negli ambienti della criminalità comune locale, reclutati nelle file della camorra per la riscossione del pizzo sul litorale domitio ed in particolare nel comprensorio di Castel Volturno.

Secondo quanto accertato dagli investigatori, gli indagati, presentandosi “…per conto di quelli di Casale…” , avevano imposto ad un disoccupato del posto il pagamento di somme di denaro sulla raccolta, abusiva, delle pigne che questi aveva effettuato nella pineta di Castel Volturno, perché interessati a far subentrare un loro referente. La vittima, anche a seguito di una violenta aggressione subita dal gruppo malavitoso, mai denunciata, era stata costretta ad allontanarsi dalla sua abituale dimora, non disponendo del denaro necessario per pagare la tangente.

Dalle indagini è emerso che il gruppo era capeggiato da Carlo Taurino, fratello di Ciro Taurino, 41 anni, che il 2 luglio scorso fu arrestato per estorsione aggravata dal metodo mafioso, in concorso con Luigi Cirillo, 72 anni, padre di Alessandro Cirillo, alias “‘O Sergente”, uno degli scudieri di Giuseppe Setola, capo dell’ala stragista del clan dei casalesi.

Proprio Carlo Taurino, al momento dell’irruzione della scorsa notte da parte dei poliziotti, tentava inutilmente di sfuggire all’arresto lanciandosi dal balcone della sua abitazione, sita al primo piano dello stabile dove risiedeva, procurandosi una frattura scomposta alla gamba destra. Nel corso della perquisizione nella sua dimora, i poliziotti sequestravano due fucili da caccia di provenienza furtiva, con matricola abrasa, uno dei quali era stato modificato e trasformato in una micidiale arma a canne mozze. Da qui, per Taurino, anche l’accusa di detenzione di armi illegali.

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