Caserta

Nicoletta Braschi al Teatro Civico 14

 Caserta. Winnie, la protagonista diGiorni Felicidi Samuel Beckett, è uno dei personaggi più straordinari della seconda metà del Novecento.

Nicoletta Braschi lo porta in scena, insieme a Roberto De Francesco, al Teatro Civico 14 di Caserta con la regia di Andrea Renzi. Dopo aver inaugurato la stagione del Teatro Stabile di Torino ed aver fatto tappa a Milano, Cesena e Napoli,Giorni felicichiude la sua tournèe 2013 sulle tavole del piccolo teatro di vicolo della Ratta, dal 20 al 22 dicembre prossimi.

Il capolavoro di Beckett fu pubblicato per la prima volta nel 1961 a New York, seguito dalla prima mondiale al Cherry Lane Theatre il 17 settembre 1961, diretto da Alan Schneider e interpretato da Ruth White. L’accoglienza tiepida della critica non ferma le successive edizioni al Royal Court di Londra (1962), e la prima italiana al Teatro Gobetti di Torino, per la stagione del Teatro Stabile, il 2 aprile 1965. Qui la regia è affidata a Roger Blin e nei panni di Winnie si cala Laura Adani.

“Dalle sponde inquiete di questo terzo millennio, dopo la felice esperienza diTradimentidi Harold Pinter, – scrive Renzi – torniamo a confrontarci con uno dei maggiori testi contemporanei, che appartiene di diritto al canone del teatro e dell’arte del secolo breve. Il deserto di Winnie e Willie cosa ci dice del nostro tempo di cambiamento? Le buone maniere, le vecchie abitudini, le citazioni dei classici, la borsa di Winnie con lo spazzolino e il rossetto e il cappellino sono un mondo riconoscibile? Le loro parole sono ancora umane? In questo lavoro visione e scrittura sono tutt’uno e nella corrispondenza tra Beckett e Alan Schneider, il suo regista di riferimento statunitense, scopriamo come l’uomo di libro, il romanziere, poeta, saggista cinquantacinquenne Beckett è fino in fondo uomo di scena attento ai dettagli dei materiali scenografici, alle luci, e intensamente coinvolto nella misteriosa arte dell’attore, la relazione fondante del suo teatro, che si offre come partitura per gli interpreti e sfugge alla riscrittura della regia.Nel teatro di Beckett ci si muove nel rispetto del dettato dell’autore e nei margini definiti di questa strada stretta, si è indotti a riscoprire lo spazio di libertà dell’interpretazione e a sintonizzare i nostri strumenti su una lunghezza d’onda interna all’opera. Beckett èancorail regista diGiorni felicie noi, stretti nel terreno come Winnie, facciamo ricorso a tutte le nostre risorse, a tutte le benedizioni travestite, per intrattenerci a lungo e ancora con la relazione vitale che più amiamo: il teatro”.

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