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Decreto Terra dei Fuochi, Cenname (Pd): “Bruciata l’ultima speranza”

 CAMIGLIANO. Nel leggere le prime indicazioni del Decreto della Terra dei Fuochi e le prime dichiarazioni degli esponenti politici Campani, anche del mio partito, aumenta la rabbia di chi vede ulteriormente umiliare questa martoriata nostra Terra.

Non è che se il decreto è promosso da un ministro del Partito Democratico siamo costretti ad annunciare il raggiungimento di un lusinghiero risultato politico.
Sicuramente la perimetrazione dei terreni è prioritaria a qualsiasi altra iniziativa, ma individuare terreno per terreno, e perimetrale un territorio a francobollo, come sostiene la Ministra De Girolamo è la scemenza più grossa che si possa fare.
Non si riesce a capire come sarà possibile vietare la coltivazione ai fini alimentari su un terreno e magari consentirla in quello adiacente.
La perimetrazione ha un senso se fatta per zone omogenee tenendo conto delle falde superficiali e dei canali utilizzati per le irrigazioni.
Vietare la coltivazione per uso alimentare su queste zone non basta se nel decreto non si prevede una riconversione di coltivazione ad esempio di sorgo o canna da zucchero per la produzione di bioetanolo.
Logicamente un decreto serio dovrebbe anche prevedere di garantire economicamente le aziende agricole prevedendo contributi magari con i certificati verdi che oggi vengono “bruciati” negli inceneritori.
Non dimentichiamo che fino a quindici anni fa questi incentivi, in forma diversa, venivano rilasciati a chi nella nostra terra produceva tabacco (che nuoce gravemente alla salute), eticamente più corretto prevederli per tutelare la salute e l’economia del Nostro Territorio.
Questa soluzione, attuabile in pochi mesi, oltre che a dare garanzie ai nostri concittadini indirettamente tutelerebbe tutte le eccellenze che vengono coltivate nella Nostra Regione, evitando in questo modo anche eventuali speculazioni di denigrazione dei nostri prodotti.
Tutto questo è preliminare alle bonifiche.
Sentire poi che il Decreto dei Fuochi prevede l’arresto per chi brucia rifiuti, fa ancora più rabbia considerato che bruciare rifiuti era già reato ai sensi dell’articolo 256, comma 1, Dlgs 152/2006.

Non possono continuare a farci vivere con gli spot, anche su problemi dove dovremmo evitare di essere cialtroni.
L’ultima ciliegina, la più pericolosa, del decreto, è il finanziamento delle bonifiche per 600 milioni di euro con i fondi Fesr 2007-2013.
Premesso che i fondi Fesr 2007-2013 dovranno essere rendicontati alla Comunità Europea entro il 31/12/2015, ed i tempi di attuazione ed esecuzione di un piano di bonifica non può essere inferiore ai tre anni, fare ciò significa non utilizzare quei fondi e non fare le bonifiche.
Detto questo non si può non evidenziare che con l’accelerazione della spesa predisposta dalla Regione Campania, diversi gli enti locali della Campania hanno già predisposto le progettazioni esecutive per la messa in sicurezza del territorio da dissesti, piuttosto nella realizzazione di impianti di depurazione e per i rifacimento delle obsolete rete idriche di cui tanto si è parlato in questi giorni circa la presenza di condotte adduttrici in cemento amianto.
A mio avviso questo decreto spegne l’ultima speranza di questa Terra.

Vincenzo Cenname, sindaco di Camigliano (Caserta) – Pd

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