Aversa

Accoltellata dal marito suicida, l’appello di Sagliocco alle vittime di violenza

Paolo PriscoAversa. Un marito ha ucciso la moglie, sotto gli occhi dei figli di 2 e 5 anni, con trenta coltellate e poi si è suicidato lanciandosi dal balcone dell’abitazione al quarto piano, dopo essersi anche tagliato le vene dei polsi.

La notizia ha fatto il giro della città in meno di un’ora, anche se è stato necessaria, per fortuna, correggerla in corso d’opera perché la malcapitata vittima di questo ennesimo dramma familiare con altro l’ennesimo tentativo di femminicidio, anche se in prognosi riservata, è viva ed è ricoverata al Moscati di Aversa, dopo essere stata sottoposta ad un lungo e delicato intervento chirurgico a causa delle numerose coltellate inflittele dal coniuge. Una città attonita che, nei capannelli in via Roma, oltre a vedere persone che si scambiano auguri per le imminenti festività natalizie, non possono fare a meno di commentare, in maniera incredula, quanto si è verificato.

Un qualcosa che, come in molti hanno sottolineato, si pensava potesse accadere solo in altre parti, ma non vicino a noi, nella stessa città in cui viviamo. Il clima natalizio di pace e solidarietà scosso dall’azione tragica di un marito che non voleva convincersi che il suo matrimonio fosse finito perché qualcosa non andava. Un marito alquanto scorbutico, scontroso in questi ultimi tempi, che ha portato Aversa alla ribalta della cronaca nera.

Nel grosso condominio di Parco dei Fiori, in via dell’Archeologia 54, teatro della tragedia di domenica mattina, ci sono diversi edifici. Sono tante le famiglie che hanno scelto di vivere in questa zona pur non essendo aversane o dell’Agro, ma provenienti dal napoletano, solo grazie al fatto che si è quasi in città (siamo alla periferia di Aversa, al confine con Gricignano, che dista pochi passi) ma ad un chilometro dallo svincolo di Gricignano dell’asse mediano, a quattro, cinque minuti dall’autostrada Napoli – Caserta.

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Molti dei residenti non si conoscono nemmeno tra loro, ma i vicini di casa, pur non volendo rilasciare dichiarazioni, non nascondono che quella famigliola la conoscevano. Lui era meno presente perché insegnava fuori e ritornava solo nei fine settimana, ma nell’ultimo mese si presentava solo ogni tanto e usciva subito dopo con i bambini per far ritorno dopo qualche ora. Non a caso, infatti, da poco più di un mese la coppia aveva deciso di separarsi. Qualcosa si era rotto nel loro rapporto, forse proprio per il carattere dell’uomo. Da quell’abitazione, infatti, giungevano voci inequivocabili di litigi dove ad avere la peggio era sempre la donna che, comunque, non aveva mai denunziato quanto avveniva tra le mura domestiche. Qualche vicina che è più in confidenza con la vittima avrebbe anche tentato di convincerla a rivolgersi alle forze dell’ordine o al centro antiviolenza cittadino, che è già intervenuto in diversi casi simili, ma Paola Guglielmi è stata sempre restia.

«L’opera del centro antiviolenza comunale, come dimostra l’attività di questi mesi – ha commentato il consigliere comunale Michele Galluccio del Pdl – è importantissima. Si riescono a salvare vite umane se le vittime collaborano. Colgo questa triste occasione per evidenziare che gli uffici ubicati nel centro “Caianiello” sono chiusi da circa un mese senza che se ne conosca il motivo».

«La pietà cristiana vorrebbe poter essere di conforto e di presenza in ogni situazione nelle quali si disegnano delle difficoltà che poi determinano drammi come questo che ha colpito la nostra comunità». Il vescovo della diocesi di Aversa monsignor Angelo Spinillo si mostra profondamente colpito dalla tragedia di via dell’Archeologia, zona periferica della città normanna a pochi passi dal confine con Gricignano, ma pur sempre nella zona residenziale. Per il pastore aversano, sempre presente, sempre in prima linea in ogni problematica che assilla il territorio martoriato della diocesi che ricalca i confini delle province di Napoli e Caserta, «c’è solo la preghiera per cercare di sollevare chi è vittima di turbamenti che poi provocano tragedie come questa terribile che si è registrata ad Aversa».

Monsignor Spinillo non dimentica, poi, le vittime sopravvissute a questa tragedia, Paola Guglielmi, la moglie ferita con trenta coltellate e, soprattutto, i suoi due bambini di appena 2 e 5 anni e conclude affermando: «Ovviamente vogliamo assicurare tutto il nostro sostegno a chi è in cammino, a chi è stato coinvolto in questa tragedia in maniera incolpevole».

Ieri sera, intanto, presso la parrocchia di San Michele Arcangelo, al rione ferrovia di Aversa, nel cui territorio rientra anche via dell’Archeologia, dove è avvenuto il tentato omicidio – suicidio, era presente solo il vice parroco don Francesco Cuciniello che ancora non sapeva di quanto era avvenuto. Una volta ragguagliato sulla vicenda, il vice parroco ha affermato di non riuscire a ricordare Paolo Prisco come un frequentatore assiduo della parrocchia di San Michele, una delle più vaste della città. Appare probabile, infatti, che l’uomo, sebbene fosse residente ad Aversa, svolgesse la sua attività religiosa (essendo anche insegnante di religione) presso qualche chiesa del napoletano, dove era originario.

Tra l’altro, Paolo Prisco, proprio a causa dell’insegnamento, essendo precario, trascorreva il suo tempo in giro per l’Italia, a seconda di dove gli veniva conferito l’incarico. L’ultima sua destinazione era stata una scuola di Bologna, da dove aveva fatto ritorno proprio sabato scorso in vista delle festività natalizie. «Siamo di fronte ad un episodio tragico. Uno di quelli che leggi sui giornali o ascolti nei telegiornali e pensi che non possa mai avvenire nella tua comunità. Invece, questa mattina (ieri per chi legge, ndr), è accaduto proprio ad Aversa, proprio nella nostra città, segnandoci profondamente. Un episodio tanto più tragico se si pensa che è accaduto in prossimità delle festività natalizie, quando il clima è di festa e non si vorrebbe che queste cose accadessero».

E’ un Giuseppe Sagliocco affranto, sinceramente dispiaciuto per quanto è successo, quello che commenta il tentativo di omicidio con successivo suicidio avvenuto alla periferia della città che amministra come sindaco. «Questi fatti, – ha continuato il primo cittadino – come sempre più spesso accade, vanno al di là di ogni prevedibile ragionevolezza. Capita sempre più spesso che nella coppia ci sia uno dei due che non riesca ad accettare che qualcosa non funziona e che, quindi, è meglio interrompere il rapporto. Spesso, paradossalmente, almeno psicologicamente, è questo il soggetto più debole che reagisce con una decisione violenta. Purtroppo capita sempre più spesso, sembra essere diventata, mi si passi il termine, una malattia sociale».

Per il primo cittadino normanno «a farne le spese, ovviamente, sono la povera e sfortunata signora e i bambini, soprattutto loro, che, ad appena 2 e 5 anni, si trovano nel bel mezzo di una tragedia familiare più grande di loro e che, senza dubbio, segnerà la loro esistenza, il loro futuro».

Sagliocco lancia anche un appello affinchè le donne che sono vittime di abusi e violenze sia psicologici che materiali di rivolgersi senza timore alle strutture pubbliche presenti sul territorio che hanno già dato, anche nel recente passato, frequentemente prova di poter affrontare le questioni senza alcun pregiudizio per le donne stesse e per i loro figli.

«Voglio ricordare – ha, infatti, concluso, il primo cittadino aversano, ancora visibilmente scosso per l’episodio – che da tempo, oramai, grazie all’iniziativa di questa amministrazione, opera uno sportello antiviolenza con la presenza di profili professionali di vario tipo che riescono a garantire non solo una consulenza psicologica e legale, ma anche a cercare di risolvere definitivamente i problemi che si pongono anche grazie all’interazione con le forze dell’ordine. Un esempio di quanto vado affermando lo abbiamo avuto qualche mese fa quando i carabinieri di Aversa, proprio grazie all’azione dei volontari di questo sportello, sono riusciti ad assicurare alla giustizia un marito violento che aveva più volte picchiato la moglie, anche davanti ai figli piccoli, evitando che si potesse verificare una tragedia del tipo di quella che, purtroppo, abbiamo dovuto registrare questa domenica mattina di dicembre ad appena tre giorni dal Natale, quando vorremmo che ci fosse serenità per tutti».

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