Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Reperivano armi per il clan dei casalesi: sette arresti nel Casertano

 CASAL DI PRINCIPE. Si rifornivano di pistole e fucili da destinare alla fazione Schiavone del clan dei casalesi in un’armeria di Santa Maria Capua Vetere le sette persone arrestate giovedì mattina dai carabinieri della compagnia sammaritana nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.

In carcereSalvatore Delli Paoli, 49 anni, eAntimo Santoro, 59, mentre ai domiciliariCiro Fonticelli, 50; Giovanni Battista Alberico, 53; Ferhat Bouaziz, alias “Mario” o “Salvatore”, 43; Luigi Golino, 62; Gaetano Cristiano, 48, tutti di Marcianise e dintorni. Sono accusati, a vario titolo, di detenzione, porto e cessioni di armi, con la contestazione dell’aggravante mafiosa.

L’indagine, condotta dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia guidata dal capitano Vincenzo Macera, scaturisce da una precedente attività investigativa che portò, nel mese di luglio del 2010, all’arresto di un gestore di un’armeria a Santa Maria Capua Vetere per il reato di detenzione di armi da guerra e al sequestro dell’attività commerciale. Successivamente, le dichiarazioni di vari collaboratori di giustizia e le attività investigative di riscontro permettevano di verificare che all’armeria si rivolgevano gli indagati per reperire le armi utili per il gruppo camorristico.

Lo sviluppo delle indagini consentiva, inoltre, di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati per vari reati in tema di armi. Emergeva, in particolare, il ruolo rivestito da uno di essi non solo di vero e proprio armiere della camorra, ma anche d’intermediario per l’acquisto di armi comuni e da guerra quali, fucili d’assalto kalashnikov, pistole mitragliatrici Uzi e Skorpion Cz, pistole calibro 9×21 e di armi di vario tipo con i numeri di matricola abrasi.

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