Aversa

Via Diaz come il Bronx, la città invoca maggiori controlli

 AVERSA. Rapina all’automobilista che attende il verde al semaforo, rapina al minorenne, rapina ai negozi. Via Armando Diaz trasformata in una sorta di Bronx normanno, moderne forche caudine dove il malcapitato di turno è costretto a subire senza poter reagire.

Aversa, purtroppo, è anche questo, nonostante lo spiegamento di forze dell’ordine e la concertazione tra i diversi corpi di polizia. Ma quello che più allarma è che siamo di fronte non ad un’arteria di periferia, vicino agli svincoli delle strade a scorrimento veloce, tipo viale Europa, dove gli assalti agli automobilisti con tanto di colpi di pistola esplosi con sempre maggiore frequenza sono all’ordine del giorno.

Via Diaz è, praticamente, una delle più (se non la più) centrale delle arterie cittadine. Siamo, infatti, di fronte alla strada che collega la casa comunale con la stazione ferroviaria e con quella della metropolitana di Aversa Centro, passando per piazza Vittorio Emanuele. Martedì l’ennesima rapina. Questa volta ad essere finito nel mirino di un rapinatore solitario, armato, tanto per cambiare, di pistola un negozio della Wind.

Maggiori controlli a tutte quelle persone che vengono ad Aversa dai centri vicini, sia con la metropolitana che con il treno, oltre che attraverso le strade a scorrimento veloce, sono auspicati da Pino Cannavale, già consigliere comunale, responsabile e promotore del movimento politico “Ritorno di Fiamma”. “La nostra città – afferma Cannavale, che abita in via Diaz – è definita il ‘supermercato’ dalla manovalanza delinquenziale. I rapinati parlano quasi sempre di una stessa fantomatica moto. Non credo sia difficile un contrasto a questo fenomeno, basta innalzare il livello di controllo. A casa mia mi sono trovato gente all’interno del palazzo che non mi ha saputo dire cosa stesse facendo. Gli extracomunitari al semaforo dell’incrocio con la Variante pretendono, soprattutto dalle donne, di avere l’obolo. Per non parlare dell’ultimo tratto verso la stazione, male illuminato, invaso da prostitute e trans, appena fa buio”.

Maggiori controlli invoca anche il presidente provinciale della Confesercenti e vice presidente della camera di commercio Maurizio Pollini, aversano. L’imprenditore dichiara: “Una città tranquilla facilità il commercio. Premesso questo, credo che tre siano le cose di cui Aversa ha bisogno in questo momento: una videosorveglianza adeguata, un presidio fisso di polizia municipale in piazza Marconi e un comitato permanente, guidato da un magistrato, che monitori la situazione facendo in modo che tutto quanto avviene sia registrato e si diano, di seguito, risposte adeguate”.

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