Aversa

Terra dei Fuochi e parlamentari “omertosi”, Codacons scrive a Napolitano

 AVERSA. “Onorevole signor Presidente, il vocabolario della lingua italiana definisce omertà in senso lato la solidarietà interessata fra membri di uno stesso gruppo o ceto sociale che coprono le colpe altrui per salvaguardare i propri interessi o evitare di essere coinvolti in indagini spiacevoli e pericolose, un comportamento che la legge punisce”.

Comincia così la mail trasmessa al capo dello Stato, Giorgio Napolitano,dal responsabile della sezione cittadina del Codacons, sulla questione delle bonifiche nella Terra dei Fuochi. “Perché Le riporto questa definizione? Perché – continua la mail – lo Stato ha reso pubblici i verbali dell’audizione fatta alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, nell’ottobre 1997, secretati fino al 31 ottobre 2013, dal pentito Carmine Schiavone che indicava nei dettagli dove fossero stati interrati in Campania, in particolare nel casertano, rifiuti tossici in quantità tale da inquinare la falda acquifera e tutto quanto collegato, affermando testualmente a proposito dei danni prodotti da questa attività criminale.

“Non credo che si salveranno gli abitanti di paesi come Casapesenna, Casal di Principe, Castel Volturno, Aversa, Parete e tanti altri comuni, tuttavia viene spontaneo chiedere a Lei, quale massimo garante della giustizia in Italia, perché non si considerino omertosi e non si trattino come tali i parlamentari componenti quella commissione. Perché non si considerino omertosi e si trattino come tali tutti i politici che hanno permesso di tenere nascosta quella realtà, lasciando che l’attività criminale proseguisse fino ad oggi. Perché non si considerino omertosi e si trattino come tali tutti i politici e i rappresentanti istituzionali che hanno ricevuto dossier preparati fin dai primi anni novanta dai medici di famiglia di quei territori che segnalavano il quanto meno anormale incremento delle malattie neoplastiche e delle morti per tumore. Perché si permette oggi a quella stessa classe politica di parlare come se avesse appena scoperto il problema”.

“Considerando il danno prodotto al territorio e le conseguenze che ha avuto, ha e continuerà ad avere per alcuni decenni sui residenti quel comportamento omertoso – prosegue la mail – c’è poco da parlare e fare dietrologia ed è praticamente inutile marciare in corteo per chiedere allo Stato l’attenzione dovuta ad ogni territorio, se è vero ed è ancora valido il dettato costituzionale che tutela salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.

“E’ necessario, invece – sottolinea il Codacons aversano – dare il via ad una immediata bonifica, creare un’attenta rete di sorveglianza perché il fenomeno non continui ed è necessario trattare da omertosi, applicando quanto prevede la legge in materia, coloro che da omertosi si sono comportati. Perché se si punisce il responsabile di un’azienda le cui carenze, in fatto di sicurezza, causano morti evitabili, non si capisce perché debba restare impunito chi sapeva di un’attività criminale le cui conseguenze sarebbero state mortali per migliaia di individui ma ha scelto di non parlare secretando per 16 anni le dichiarazioni di chi aveva indicato con precisione i siti in cui erano depositati i rifiuti inquinanti”.

“Intervenendo 16 anni fa con un’operazione di bonifica – sottolinea la mail- sarebbero state salvate migliaia di vite e si sarebbe garantito un futuro da vivere in un ambiente sano alle generazioni che oggi marciano in corteo, portando addosso segni visibili e invisibili dei danni prodotti da un inquinamento ambientale totale che fa respirare un’aria che uccide, fa mangiare cibo avvelenato”.

“Non crede – domanda il rappresentante del Codacons – che il non averlo fatto sia da considerare un crimine contro l’umanità, un crimine da punire così come si è fatto con i responsabili di stragi naziste o con i crimini commessi dai responsabili di aziende che hanno prodotto morti non mettendo in sicurezza i dipendenti?”.

“Certo punire i politici che sono stati omertosi non modificherebbe quanto accaduto, il danno è stato già fatto, ma – conclude la mail – darebbe, a chi deve vivere in questi territori, la possibilità di sperare in un cambio di rotta nel comportamento dei politici che sembra vogliano continuare ad ignorare il problema, preferendo dibatterlo in tavole rotonde televisive e non affrontarlo concretamente, lasciando che le popolazioni continuino ad ammalarsi e morire”.

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