Aversa

Consiglio, assenti i firmatari delle mozioni

 AVERSA. Mozioni ed interrogazioni non discusse per assenza dei firmatari, approvati i debiti fuori bilancio causati essenzialmente dai risarcimenti erogati a cittadini danneggiati dalle condizioni disastrose delle strade, approvato l’assestamento del bilancio, …

… niente di fatto circa le commissioni una delle quali, l’urbanistica, dopo le dimissioni di Pasquale Morra del Sel aspetta ancora di veder nominato il presidente. Questo, in estrema sintesi, quanto accaduto nel Consiglio comunale che avrebbe dovuto fare chiarezza sugli equilibri consiliari dopo il passaggio all’opposizione di sette consiglieri della maggioranza a seguito del voto al bilancio del 14 novembre scorso.

Un’assemblea che ha visto l’assenza di Gianpaolo Dello Vicario e Michele Galluccio del Pdl, Paolo Galluccio di Noi Aversani e Marco Villano del Pd e che si è movimentata solo quando si è trattato di discutere delle commissioni, argomento posto al secondo punto dell’ordine del giorno ma spostato all’ultimo per concedere più tempo alla discussione.

Poiuna breve pausa di riflessione, chiesta dal capogruppo di Noi Aversani Rosario Capasso per consentire un accordo preventivo tra i componenti dei vari partiti presenti nelle due commissioni in gioco, urbanistica e politiche sociali, sull’ipotesi, proposta dallo stesso Capasso, di azzerarne i componenti per riformarle entrambe tenendo conto delle nuove posizioni dei consiglieri nell’assemblea comunale che crea grosse disparità di forze nelle commissioni non garantendo equilibrio tra maggioranza ed opposizione. Un’idea che non ha trovato conforto da parte dei consiglieri interessati, così il Consiglio si è concluso rinviando, su proposta dell’indipendente Santulli, ad una prossima seduta ogni decisione.

L’assemblea ha dato, ancora una volta, agli spettatori la possibilità di rendersi conto della valenza politica dei componenti del Consiglio che, dopo aver più volte manifestato la volontà di partecipare alle decisioni che incidono sulla gestione della città, non sono presenti nelle uniche occasioni in cui i consiglieri possono e devono avere voce, quali sono le sedute del consiglio comunale.

A dimostrazione di questa tesi c’è l’assenza dei firmatari delle mozioni e delle interrogazioni poste all’ordine del giorno, consiglieri che dopo aver ritenuto doveroso sottoporre all’attenzione dell’assemblea comunale, degli assessori o del sindaco delle problematiche cittadine poi non si presentano a discuterne quando gliene viene data l’occasione.

Alla stessa stregua dei consiglieri assenti all’assemblea che, avendo accettato di rappresentare i cittadini che hanno dato loro fiducia votandoli nei momenti in cui devono fare da interfaccia tra amministrazione e popolo, momenti che nel corso di un anno si possono contare sulle dita delle mani, si assentano preferendo esporre idee, progetti o critiche dai media e non nel luogo istituzionalmente preposto. Dove, con il supporto di altri consiglieri, potrebbero confrontarle e cambiare quelle scelte amministrative che definiscono sbagliate o, quantomeno, non rispondenti alle reali esigenze della città.

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