Aversa

Asl, il medico è ammalato: odontoiatria chiusa da un mese

 AVERSA. Lo specialista è ammalato e l’ambulatorio chiude.Così è ormai circa un mese. Da qui la protesta trasmessa in redazione dai pazienti che hanno necessità di accedere al servizio di odontoiatria del poliambulatorio di via di Giacomo.

Il cartello che fa bella mostra di sé sulla porta d’accesso alla sala visite, posta al secondo piano della struttura, è inequivocabile “ il dottor … è ammalato rivolgersi al cup”.

Un invito scritto a mano, datato 4 novembre. Da allora tutti i pazienti che hanno necessità di cure odontoiatriche sono costretti a fare riferimento all’unico specialista presente nella struttura che presta servizio una sola volta alla settimana, in orario pomeridiano. Un limite che impone tempi di attesa così lunghi che chi ha bisogno del dentista deve rivolgersi a privati convenzionati, facendo crescere la spesa a carico del servizio sanitario nazionale che deve rimborsare le cure prestate agli assistiti.

Un problema non solo di costi in crescita per l’azienda sanitaria locale che, si dice, non avrebbe sostituito lo specialista per ragioni di economia, ma soprattutto di assistenza, praticamente impossibile da ottenere a spese del sistema sanitario nazionale giacché, da circa un mese, tutti gli specialisti convenzionati, parliamo di laboratori di analisi, radiologi, cardiologi, odontoiatri hanno raggiunto il tetto di spesa loro assegnato dall’Asl Caserta così che garantiscono le prestazioni esclusivamente a pagamento.

Per chi non ha la possibilità economica di rivolgersi ad uno specialista che non operi su presentazione della ricetta del sistema sanitario nazionale per pagare questo tipo di cura, particolarmente costose, è un problema. Risolto da tanti facendo riferimento a strutture convenzionate che dipendono da aziende sanitarie di altre province che non hanno ancora raggiunto i tetti di spesa assegnati.

Considerando che i costi di queste cure gravano comunque sulle casse dell’Azienda sanitaria locale di Caserta viene logico chiedere perché non si sia sostituito il medico assente. Trattare gli ammalati nell’ambulatorio di via di Giacomo, servendosi dell’opera di un sostituto, sarebbe sicuramente più economico di quanto costano le stesse cure in strutture convenzionate dove, per garantire la medesima prestazione, si richiedono d’abitudine una serie di interventi aggiuntivi pagati tutti dall’Asl Caserta.

Se a questo si aggiunge il mancato incasso dei ticket, quando dovuti, cosicché al danno, fatto agli utenti, dalla sospensione del servizio si aggiunge la beffa, fatta dall’azienda a se stessa, per l’incasso mancato, viene logico chiedere perché non si provveda a sostituire lo specialista, o più in generale gli specialisti, quando devono assentarsi dal servizio per un motivo qualsiasi.

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