Sant’Arpino

Ecoatellana, Bortone: “Mai scappato dalle mie responsabilita’”

 SANT’ARPINO. Le dichiarazioni del consigliere comunale Francesco Capone in merito allo stato di agitazione degli operai dell’Ecoatellana Multiservizi,…

… che mio malgrado e del tutto inaspettatamente mi vedono chiamato in causa, mi danno l’opportunità di chiarire alcuni elementi utili alla discussione e a chi come il consigliere stesso, nel rispetto del proprio mandato politico, cerca di circoscrivere i termini della problematica.

Innanzitutto, esprimo la mia personale vicinanza a tutto il personale dell’Ecoatellana in questo momento di grave disagio economico: sono persone con cui ho condiviso un’importante esperienza umana e professionale che ci ha visti, ognuno per le proprie attribuzioni e competenze, profondere il massimo sforzo nell’espletamento delle varie attività tese alla soddisfazione delle esigenze della collettività santarpinese.

Posto quanto sopra, non intendo sacrificare la mia professionalità e la dedizione assicurata negli anni del mio incarico, sull’altare della dialettica politica, mai scevra da superficialità e pregiudizi, e dai cui tumultuosi flutti, ho sempre cercato di sottrarre i dipendenti della società.

Atale riguardo, sento la necessità di chiarire che mai nella vita sono “scappato” dalle mie responsabilità e non è mio costume farlo. Sono perfettamente consapevole che ogni amministratore della cosa pubblica deve dare conto del proprio operato e conseguentemente assumersene la responsabilità.

Tuttavia, ho altrettanto chiaro a chi e quando eventualmente dare conto, e di conseguenza non consento a chicchessia di attribuirmele in maniera strumentale oltre che faziosa e di dare dei giudizi che ritengo affrettati oltre che lontani dalla realtà dei fatti. Ed è proprio per il profondo rispetto dei ruoli che nutro, oltre che per le contingenti difficoltà degli operai della società, che devo precisare quanto segue. Durante la mia gestione (24 giugno 2008 – 31 agosto 2011), non è mai capitato che i dipendenti non percepissero lo stipendio.

La società, priva dalla nascita (anno 2006) dei presupposti organizzativi minimi che ne garantissero la necessaria operatività, si è dotata, nel rispetto delle vigenti prescrizioni normative in termini di sicurezza sul lavoro (sorveglianza sanitaria, privacy e primo soccorso erano concetti astratti!) degli strumenti idonei a garantire gli interventi sul territorio sollecitati dal Socio Unico Comune di Sant’Arpino.

Ricordo, che all’atto del mio insediamento i dipendenti non avevano neanche l’equipaggiamento individuale (tute e scarpe!) per lavorare in sicurezza, la società non poteva garantire la necessaria mobilità sul territorio per l’assoluta mancanza di mezzi e attrezzature. E questi, erano solo alcuni degli innumerevoli disagi con cui si doveva fare i conti quotidianamente.

Ciò nonostante, ci si è rimboccati le maniche e giorno dopo giorno si è arrivati ad assicurare al Comune un numero impressionate di interventi operativi sul territorio, e conseguentemente l’apporto della società e dei suoi uomini è stato finalmente rilevato dalla cittadinanza.

Rammento in tal senso operazioni come la “bonifica” della Via Martiri Atellani, le operazioni di pulizia del territorio in periodi particolari come quelli della festività o quelli che attraversavano la emergenza rifiuti. Ebbene, tale crescita, seppur costantemente accompagnata dalle difficoltà dell’Ente Comune di Sant’Arpino di assicurare la necessaria liquidità alla sua partecipata, non ha comunque mai prodotto disagi in termini economici ai suoi dipendenti.

D’altra parte, alla conclusione del mio mandato amministrativo, la società vantava un rassicurante equilibrio finanziario che rinveniva le proprie solide fondamenta nei cospicui crediti accumulati nei confronti del proprio ente committente per canoni ordinari e lavori straordinari eseguiti, oltre che per il contributo regionale per l’avvenuta stabilizzazione di tre lavoratori socialmente utili. Dati, tutti riscontrabili, tutt’altro che fallimentari, che raccontano di una storia della società, magari in contingenti difficoltà economiche (scarsa liquidità: era necessario ed è stato più volte sollecitato un aumento di capitale) ma di certo non finanziarie.

Ed è per questo motivo, caro consigliere Capone, che mi corre l’obbligo di precisare quanto sopra, e di invitarti nel contempo ad una analisi più obiettiva della situazione, partendo magari dall’esatta elencazione degli amministratori (nove dal 2006) che si sono succeduti alla guida dell’Ecoatellana Multiservizi, sgombrando il campo da maliziose interpretazioni per le relative lacune…(troppe in verità!).

Ti rappresento comunque, la mia totale ed incondizionata disponibilità a sviluppare in maniera esaustiva e proficua il tema Ecoatellana Multiservizi, allo scopo di dare il mio umile contributo per la reale rappresentazione dei fatti che testimonieranno un passato della società che, pur nella costante tribolazione generata dall’affannosa rincorsa all’equilibrio tra le risorse messe a disposizione e gli obiettivi da raggiungere, di certo non può essere mortificato da inopportuni qualunquismi.

Cesario Bortone

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