Sant’Arpino

Ambiente, Capasso: “Chi inquina deve pagare”

 SANT’ARPINO. Ernesto Capasso, esponente dell’Udc ed ex consigliere comunale, interviene sulla crisi economica e l’emergenza ambientale nel territorio.

“Due settimane fa, a Sant’Arpino, – racconta Capasso – ho preso parte ad un interessante convegno sulla situazione della crisi economica, nel corso del quale le relazioni degli intervenuti, dal dottor Giuseppe Benincaso all’assessore regionale Severino Nappi, sottolineavano una serie di problemi e cause che avevano portato all’esplosione di una delle più gravi recessioni economiche della storia e, in particolare il professor Nappi poneva l’accento sulla necessità di operare un vero e proprio cambio di passo nella gestione degli interventi per creare opportunità di crescita e sviluppo e, conseguentemente, nuova occupazione. L’assessore regionale diceva basta ai finanziamenti a pioggia e di sapore clientelare e affermava che bisogna passare ad una logica di sistema e che privilegi il finanziamento e l’allocazione di risorse non in base al consenso di voti che produce, ma in base alle reali condizioni di intervenire in aree territoriali capaci di suscitare sviluppo e crescita in relazione a idee e progetti ad alto contenuto di innovazione e che non siano le solite cattedrali nel deserto. Una posizione condivisibile e mi avrebbe fatto piacere parteciparla al prof. Nappi intervenendo nel dibattito, al quale, purtroppo, non mi fu possibile prendere parte per motivi familiari, che mi costrinsero a lasciare i lavori del convegno. E se avessi potuto restare, mi avrebbe anche fatto piacere chiedere ai relatori locali, i cui interventi di alto profilo mi erano sembrati, però, non sufficientemente documentati sugli effetti della crisi a livello territoriale, notizie ed informazioni sui saldi tra cessazione e inizio di nuove attività commerciali e imprenditoriali nella provincia di Caserta e, in particolare, nell’area atellana; notizie sull’impatto in termini di nuovi posti di lavoro a livello del territorio di Sant’Arpino in conseguenza dell’apertura dei cantieri del cosiddetto ‘Piano Casa’; informazioni sulle risorse liberate dal Bilancio del Comune se fosse allentato il ‘Patto di stabilità’. Aspetti che possono avere non pochi effetti sulla difficoltà di questo momento in un territorio dove alla crisi economica si aggiunge quella ambientale,non meno grave e pericolosa e con ricadute anche sul versante economico. Non a caso, tali questioni sono state rilanciate dal presidente delle Provincia, Domenico Zinzi, nella conferenza stampa di ieri,sul tema la ‘Terra dei Fuochi’, alla quale erano presenti anche il rappresentante della Camera di Commercio e di Coldiretti, Tommaso de Simone, e quello di Confindustria, Luciano Morelli. Il presidente Zinzi si è soffermato, inoltre, sulla necessità di un’azione del Governo per garantire risorse e interventi, ma non si è sottratto dal segnalare che bisogna fare i nomi di chi da trent’anni a questa parte ha assunto un ruolo di mediazione con la camorra e di chi ha offerto i propri terreni permettendo che vi si sversassero rifiuti tossici”.

Capasso, anche sulla scorta della sua esperienza di imprenditore nel settore della logistica, mette in guardia dall’eccesso di allarmismo che potrebbe indurre investitori e gruppi di acquisto ad abbandonare il territorio: “Dobbiamo assicurare il più ampio e forte sostegno alla lotta per liberare il nostro territorio dai veleni e sarebbe anche venuto il momento di applicare la direttiva europea che stabilisce che chi inquina, paga. Dobbiamo assolutamente fare in modo che ambiente, salute e lavoro non siano in conflitto tra loro e assumere iniziative e atti concreti per affrontare e risolvere problemi per aziende che non esistono più, come l’Ixfin, e problemi nuovi e inattesi come Indesit. Bisogna far decollare il progetto dei 40 milioni del piano di coesione, agganciato ad accordi di programma, per il reimpiego dei lavoratori delle vecchie aziende in crisi come Ixfin, Finmek, 3M e Costelmar”.

Poi conclude: “Per quanto paradossale possa sembrare, un altro tema da non sottovalutare al fine di garantire un adeguato sviluppo della crescita economica è quello della criminalità diffusa e degli strumenti per contrastarla. Alcuni giorni fa, le stesse forze dell’ordine hanno lamentato lo scarso e inadeguato funzionamento del sistema della video-sorveglianza a livello locale. Il che, oltre a non aiutare nel contrasto alla criminalità, finisce col diventare anche uno spreco di risorse”.

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