Italia

Stabilità, Napolitano: “Serve coraggio, ma non incoscienza”

 ROMA. Continua a far discutere il ddl Stabilità presentato dall’esecutivo il 15 ottobre. Di “governicchio” parla la leader Cgil Susanna Camusso, sempre più orientata allo sciopero.

Ma critiche sono arrivate anche dai Giovani di Confindustria secondo i quali il governo è “sordo alla voce del Paese reale”. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invita a guardare alla crescita stando attenti alle finanze pubbliche: “Non serve coraggio se poco responsabile”. Nel Pdl resta forte la fronda contro la manovra che per Bondi “contraddice tutti gli impegni con gli elettori”.Mentre Matteo Renzi parla della necessità di chiedere all’Europa di rivedere il limite del 3%: “Ma prima – spiega – c’è bisogno di una svolta radicale”.

Nel frattempo nella maggioranza le acque restano agitate: Mario Monti ha lasciato la presidenza di Scelta civica. Pronto alle dimissioni si dice anche Stefano Fassina, sottosegretario all’Economia, che accusa di essere stato lasciato all’oscuro durante la preparazione del testo della manovra. Tutte questioni che deve affrontare il premier Letta di ritorno da Washington dove ha incassato l’endorsement di Barack Obama.

Non serve coraggio se “poco responsabile”, dice il capo dello Stato sulla Legge di Stabilità nel corso di una video intervista trasmessa al Convegno dei giovani industriali di Capri per Napoli. L’atteggiamento critico sia “sostenibilmente propositivo e consapevole di vincoli e condizionamenti oggettivi che non si possono aggirare”, altrimenti “non sarebbe una prova di coraggio ma una prova di incoscienza”. E avverte: “La caduta dello spread è una conferma che bisogna spostare l’accento rispetto alle politiche degli anni scorsi in Italia e in Europa assai più sulla crescita, ma bisogna farlo non pensando che non esista più il problema del consolidamento delle finanze pubbliche”.

Il segretario della Cgil, Camusso, annuncia: “L’orientamento unitario è per lo sciopero unitario. Lunedì lo decidiamo”. Dai giovani di Confindustria arriva invece un segnale di ottimismo: se all’estero “vedono l’Italia come un morto che cammina”, gli imprenditori non credono “a una catastrofe ineluttabile”. Ma il presidente Jacopo Morelli ammonisce: “Se il governo annuncia come trionfo quello di essere riuscito a sventare l’aumento delle tasse, significa che è sordo alla voce del Paese reale”, sottolineando che c’è un Parlamento “che non ha nemmeno la forza e la dignità di darsi una legge elettorale decente”.

Dal sindaco di Firenze in corsa per la segreteria del Pd nessun commento diretto sulla legge di Stabilità. Ma in un’intervista al Corriere, Renzi spiega: “L’Italia ha bisogno di una svolta radicale, voglio una rivoluzione capillare, bisogna che tutti cambino, anche l’establishment economico e finanziario che forse non ha colpe più gravi dei politici ma ha fatto perdere tempo e occasioni all’Italia”. E aggiunge: “Chiederemo all’Europa di rivedere il limite del 3% ma prima dobbiamo fare le riforme rinviate per troppo tempo. Compresa quella del fisco: io avevo proposto un taglio al cuneo fiscale da 22 miliardi”.

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