Italia

Priebke, polemica sui funerali e sul luogo della sepoltura

 ROMA. A tre
giorni dalla morte dell’ex capitano delle Ss Erich Priebke, è polemica sia sulla forma dei funerali che sul
luogo dove dovrebbe avvenire la sepoltura.

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha detto un secco “no”
alla sepoltura nella capitale e il
Vicariato fa sapere che il legale del boia delle Fosse Ardeatine ha rifiutato
le esequie religiose in forma privata.

“L’autorità ecclesiastica – fa sapere il
Vicariato – considerate tutte le circostanze del caso, ha ritenuto che la
preghiera per il defunto e il suo affidamento alla misericordia di Dio –
finalità proprie della celebrazione delle esequie religiose – dovessero
avvenire in strettamente privata, cioè nella casa che ospitava le spoglie del
defunto. Pertanto, nel rispetto della legge della Chiesa, non è stata negata la
preghiera per il defunto, ma è stata decisa una modalità diversa da quella
abituale, riservata e discreta.La proposta è stata rifiutata dall’avvocato del
signor Priebke”.

Un secco “no” è arrivato anche dal sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, all’ipotesi paventata
nelle scorse ore della tumulazione dell’ex generale nazista nel cimitero
militare tedesco pometino.

“Una tumulazione a Pomezia non sarebbe tecnicamente
realizzabile, dal momento che il cimitero tedesco ospita solo militari caduti
in guerra. I crimini del regime nazista – conclude Fucci – sono un segno
indelebile della nostra Storia, e chi li ha commessi deve essere giudicato e
poi cancellato dalla memoria collettiva. Pomezia non accoglierà mai uno di loro”.

“Una grossa fetta del popolo italiano è sconcertata che i diritti religiosi,
sanciti nella nostra Costituzione e che una mente umana non diabolica
riconosce, vogliano essere negati a una persona defunta. Lo sdegno del popolo
italiano, della gente vera, sincera, è profondo, anche nei confronti della
Chiesa che sta dimostrando la sua viltà”, commenta l’avvocato Paolo Giachini, legale di Erich
Priebke, ai microfoni di Tutta la città ne parla, su Radio3Rai.

“Il
diritto canonico parla di peccatori manifesti, Priebke veniva regolarmente
confessato, è stato assolto dal clero, lo accettavano in Chiesa fino a pochi
mesi fa, adesso non possono tirarsi indietro”.

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