Italia

Lampedusa, Napolitano: “Il problema è l’asilo politico”

 LAMPEDUSA. Sono state sospese, dopo diverse ore, a causa del peggioramento delle condizioni meteo le ricerche dei cadaveri nel relitto del peschereggio naufragato giovedì a Lampedusa.

Lunedì 7 ottobre i sommozzatori hanno portato in superficie altri 17 corpi, tra i quali quelli di 4 donne, e il numero dei morti finora recuperati è salito a 213. Tra questi anche quelli di due donne che si trovavano in quella che era la plancia di comando del barcone.

Domenica i sommozzatori di Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia costiera e Vigili del fuoco avevano già recuperato 83 cadaveri, tra cui anche bambini.

Sul tema degli sbarchi sulle nostre coste, interviene ancora una volta il presidente Napolitano, secondo cui l’Italia è in questi giorni al centro “di una vera e propria ondata di profughi che non sono migranti, legali o illegali”; per cui oggi il problema è quello di risolvere “il nodo dell’asilo politico”.

Intanto, il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso ha confermato che si recherà a Lampedusa mercoledì 9 “in uno spirito di supporto e solidarietà”, secondo quanto si legge in una nota diffusa dall’esecutivo Ue.

Barroso discuterà con le autorità italiane “possibili ulteriori misure da prendere e azioni concrete da sviluppare a livello nazionale ed europeo per far fronte alla spinosa questione dei rifugiati e alle difficoltà degli Stati membri colpiti dal fenomeno”. Tra le misure in discussione ci saranno anche possibili “azioni congiunte con paesi terzi,” si legge della nota della Commissione Ue.

E continuano gli sbarchi in Sicilia. All’alba di lunedì hanno attraccato al porto di Pozzallo una nave francese con a bordo 29 siriani e un mercantile africano con 171 migranti che avevano soccorso in mare due barconi in difficoltà.

Sul mercantile vi erano anche 45 minorenni e 28 donne. I migranti sono stati condotti nel centro di accoglienza di Pozzallo, che ospita 380 persone compresi i 62 eritrei arrivati con un volo da Lampedusa tra i superstiti del naufragio delle isole delle Pelagie.

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