Italia

Emergenza carceri, Napolitano: amnistia può essere il rimedio

 ROMA. “Servono rimedi
straordinari. Tra questi, una decisiva depenalizzazione”. E’ sostanzialmente il
messaggio che lancia il capo dello Stato, Giorgio
Napolitano
, in merito alla situazione del sovraffollamento delle carceri
italiane.

Napolitano, in un messaggio inviato alla Camera e al Senato scrive: “C’è
un «malfunzionamento cronico delle carceri italiane. Occorre affrontare in
tempi stretti l’emergenza. È una questione scottante che va affrontata con
concretezza-determinazione”.

“La prima misura su cui intendo richiamare
l’attenzione – ha detto – è l’indulto che non incide sul reato e può applicarsi
ad un ambito esteso”. Per il presidente della Repubblica la soluzione è l’amnistia.

“Fermo restando l’esclusione dall’amnistia dei reati di particolare allarme
sociale – ha detto Napolitano – come la violenza contro donne, non ritengo che
il capo dello Stato debba indicare le singole fattispecie da escludere: la
perimetrazione dell’amnistia rientra nelle competenze esclusive Parlamento”.

Nel
suo messaggio alle Camere il presidente della Repubblica ha indicato “diverse
strade da percorrere congiuntamente”, dai domiciliari alla depenalizzazione di
alcuni reati.

Primo “il meccanismo di “probation”, vale a dire in
assenza di pericolosità sociale la possibilità per il giudice di applicare la
messa alla prova come pena principale”. Secondo: “la previsione di pene
limitative della libertà personale ma non carcerarie”, ha spiegato, “con la
reclusione presso il domicilio”. T

erzo: “la restrizione dell’area applicativa
della custodia cautelare in carcere”. Quattro: “l’accrescimento dello sforzo a
far sì che i detenuti stranieri possano espiare la pena nei loro paesi
d’origine”.

Quinto, occorre intervenire sulla recidiva come ostativa “per le
misure alternative”. Infine, “una incisiva depenalizzazione dei reati per i
quali la previsione di una sanzione diversa da quella penale può avere un’efficacia
di prevenzione non minore”.

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