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Napoli, Higuain: “Per Roma-Napoli ci sarò. Andremo lontano”

 Gonzalo Higuainprepara il suo ritorno in campo: in occasione Roma-Napoli, venerdì 18 ottobre. Dice che si deciderà lunedì: ma le sensazioni sono buone.

Aggiunge che la sfida sarà molto importante,ma non decisiva,e che questo Napoli lotterà fino in fondo per scudetto e Champions League. Poi parla diDe Laurentiis e Maradona, Benitez e di Napoli.Un’intervista raccolta dalCorriere dello Sport.Eccone alcuni passaggi. RaccontaHiguain: “Sto bene. Il lavoro prosegue, vado avanti con la tabella personalizzata per le prossime due giornate, Poi lunedì verifichiamo. Credo che ce la farò”.

SuRoma-Napoli:”Una gara importante, capace di lanciare ulteriori segnali: ma nulla di più, niente di definitivo. La stagione è lunghissima, ci sarà modo per doversi eventualmente ricredere, comunque vada”.Un passo indietro:il suo arrivo al Napoli:”Sono venuto perché il progetto mi piaceva e non voglio assolutamente cheDe LaurentiiseBenitezabbiano pentimenti per aver puntato su di me. Sono venuto per vincere e penso si possa lottare per riuscirci: siamo in condizione di lottare alla pari, di sognare lo scudetto, di tenere testa a chiunque in Champions. Sono felice di aver scelto Napoli e di essere stato scelto dal Napoli: De Laurentiis mi ha convinto parlandomi delle ambizioni e dunque non scelgo”.

Parla di Maradona: ”E io a Maradona sarò grato per sempre. Ora capita di sentirsi saltuariamente, ma lui ha sempre belle parole per me: leggo dei messaggi che m’invia attraverso i social network, nelle dichiarazioni. Dire ciò che è stato Diego per l’Argentina e per Napoli è scontato, so cosa ha rappresentato per me e non posso che sottolinearlo ancora”.

Il Napoli e Napoli:”Ne avevo parlato con Lavezzi e anche con Campagnaro: mi avevano spiegato come si sta in questa, perché poi Napoli è stata capace di sorprendermi, di andare oltre il racconto ascoltato dai miei due amici. Ma io qui ci sono arrivato preparato, perché questa squadra l’ho seguita da bambino: c’era passato Diego, non potevo non essere interessato al suo destino. E quando ero piccino, mi informavo, vedevo per quel che si poteva all’epoca. Ho continuato a farlo negli anni. Certo, non potevo pensare che un giorno sarebbe toccato a me. E ora che ci sono, immaginare di poter vincere dove c’è riuscito soltanto lui dà una carica particolare”.

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