Caserta

Roseto a Vitale: “Parlo di temi, non gioco ai buoni e cattivi”

 CASERTA. Caro Raffaele, spero che ci accomuni l’amore per il Partito, più che l’amore per noi stessi o la vicinanza anagrafica.

Mi chiedi se voglio in congresso? Lo ripeterò a tuo beneficio: voglio il congresso con forza ed entusiasmo, voglio un congresso che sia rispettoso delle regole, che non sia la battaglia di apparati provinciali che si rivolgono ad apparati napoletani che si appellano ad apparati nazionali che devono poi fare marcia indietro. Voglio un congresso in cui ci sia il rispetto delle regole e, mi tocca aggiungere, anche delle persone in campo.
Ti chiedo: vuoi anche tu le stesse cose? Non è una domanda retorica. Leggo parole intrise di offese e disprezzo nei confronti dei miei sostenitori e sono parole che offendono quindi anche me ma soprattutto il Partito intero. E’ questo il Pd che vogliamo?
Ti invito, caro Raffaele, a scendere da quel trespolo su cui qualcuno che aveva bisogno di rigenerazione prova ostinatamente a farti salire: io non ho la presunzione di dividere le donne e gli uomini di questo partito in buoni e cattivi e ti invito a non cadere in un ragionamento scivoloso, utile solo a fomentare scontri tra signorotti decaduti in cerca di riscatto.
Mi inviti a non restare muto rispetto alle vicende congressuali? Ho scelto, a differenza tua, di lasciare più spazio alla politica, parlando di temi, parlando alle persone in carne e ossa che provano a fare grande questo partito. Ho trascorso questi giorni tra i circoli, distante e distratto rispetto alla bagarre che si consumava nelle stanze degli apparati.
Mi inviti (…?) a partecipare al congresso il 3 e il 4, e indichi così delle date sbandierate e poi sconfessate per colpa di quegli apparati che ti sostengono e che stanno facendo sul calendario un braccio di ferro che è davvero poco appassionante. Il congresso si faccia quando decidano gli organismi provinciali deputati a decidere: io sono pronto sempre.
Ma ti ribadisco che prima, dopo e durante questo congresso, lavorerò per un Pd che si scontri non sui nomi e sulle persone, ma sui progetti e sulle proposte politiche. Perché fino a quando nel Pd si continuerà a rimestare nel torbido, a lanciare accuse, offese e ingiurie, fino a quando si alimenterà una ridicola guerra al chi è peggiore di chi, e di chi è più vecchio di chi, questo Partito non potrà mai essere credibile agli occhi della gente di questa provincia che ha tanti problemi e l’urgenza di risolverli.
Perciò mi lascia perplesso il tono usato dalla tua lettera: ma davvero tu credi che tutti i brutti e i cattivi siano con me e tutti i buoni e i belli siano con te? Ma davvero hai un giudizio così nettamente positivo su chi ha gestito il Pd fino ad oggi e che oggi è tra i tuoi maggiori registi e supporter?
Ti chiedo, per una volta, un gesto di umiltà e di rispetto per il Pd: facciamo che questo congresso sia un confronto su come vogliamo il Pd. Io non rivendico alcuna patente e nessuna esclusiva di onestà e pulizia. Sono principi che naturalmente mi appartengono, come sono convinto che appartengano a tutto il partito, enon ho bisogno di sbandierarlo. Il Pd, come dice Renzi, non ha paura dei leader ma, aggiungo io, non ha bisogno di falsi idoli, utili solo a fare da paravento al vecchio che avanza. Costruiamolo davvero questo Partito innovato, aperto e partecipato. Cominciamo da noi. Con umiltà, impegno e passione vera.
Peppe Roseto, candidato alla segreteria provinciale del Pd

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