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Torre Annunziata, sindaco minacciato: interrogazione parlamentare

Giosuè StaritaNAPOLI. “Vogliamo sapere dal Governo cosa intendano fare le autorità preposte in un territorio come quello di Torre Annunziata in cui la linea di demarcazione fra legalità ed illegalità appare sempre più labile”.

Ad affermarlo, in una nota, è il deputato Nello Formisano, capogruppo a Montecitorio di Centro Democratico e segretario regionale campano del partito di Tabacci, preannunciando “una interrogazione parlamentare urgente al ministro dell’Interno dopo le minacce subite la sera del 29 ottobre dal sindaco di Torre Annunziata, Giosuè Starita, ad opera di un uomo armato di una pistola”. “Al sindaco – conclude Formisano – tutta la solidarietà e vicinanza mia personale e del Centro Democratico della Campania”.

Antonio Iuliano, questo il nome dell’aggressore, che è stato arresto, è il figlio di “Michele ‘o pastore”, autista storico di Gemma Donnarumma, la moglie del boss Valentino Gionta. Mercoledì, dopo averlo ontrato davanti al bar di fronte al commissariato di polizia, ha minacciato il sindaco con una pistola. Forse era ubriaco. Comunque, ha tenuto “in ostaggio” per oltre mezz’ora primo cittadino, continuando a ripetere in maniera ossessiva una frase: “Prima di parlare della malavita ti devi sciacquare la bocca”.

Solo due giorni fa, in Consiglio comunale, Starita aveva affermato: “Le scarcerazioni di determinati personaggi, come Aldo Gionta, possono provocare turbamenti sul nostro territorio”, e sarebbe stata questa, forse, la ragione per la quale Uliano ha deciso di affrontare il sindaco. A disarmarlo sono stati carabinieri e poliziotti, giunti sul posto.

“Temevo mi sparasse sul serio, molte persone si sono fermate a guardare, ma poi sono passate oltre. – racconta Starita – D’altronde io stesso li ho invitati ad andare via avendo paura che quell’uomo facesse fuoco. Naturalmente mi sarei aspettato che qualcuno chiamasse le forze dell’ordine prima possibile, ma purtroppo solo un cittadino ha avuto il buon senso di contattare polizia e carabinieri, e intanto era già passata mezz’ora”.

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