Aversa

Speculazioni edilizie: giù le mani dalla Maddalena

 AVERSA. “Giù le mani dalla Maddalena! Intervenga direttamente il governatore Caldoro e faccia chiarezza”. Lo avevamo scritto nella primavera del 2012: c’è un disegno, nemmeno troppo nascosto visto che sono stati diversi i funzionari dell’Asl che ce lo hanno segnalato, che ha quale obiettivo finale la cementificazione dell’area dell’ex manicomio civile.

Non rivendichiamo primogeniture, siamo contenti che oggi, a distanza di un anno e mezzo, se ne stanno accorgendo anche altri. Il più grande gruppo casertano di costruzioni, dopo aver distrutto parte del litorale domizio creandovi una città, nonostante la morte del capostipite, continua a non abbandonare questa idea che, evidentemente, trova buona sponda in seno alla dirigenza dell’Asl casertana dove, guarda caso, ad intrallazzare sono sempre dei personaggi dell’agro aversano. Sembrava una boutade. Uno di quei pesci di aprile che da qualche anno ci divertiamo a fare su Pupia.

Non a caso ne avevamo ideato uno che annunziava villette a schiera nel Parco Pozzi, ma nemmeno per fare uno scherzo eravamo stati capaci di annunziarle nella Maddalena. Il sindaco Sagliocco, al quale avevamo rivolto una specifica domanda in campagna elettorale ci aveva definiti fantasiosi. Invece, sembra che il disegno stia andando avanti tra l’indifferenza generale. Solo così, tra l’altro, può trovare una motivazione lo sfratto per finita locazione intimato alla cooperativa “Fuori di Zucca”.

Di immobili ce ne sono tanti nella Maddalena per cui non è che servono proprio quei locali lì. L’obiettivo sembrerebbe essere un altro: fare in modo che tutta la struttura sia libera da estranei al momento opportuno, quando sarà presentata e approvata la decisione: i cementificatori (absitiniuriaverbis) casalesi – aversani – casertani cederanno all’Asl Caserta il Palazzo della Salute, situato alla periferia del capoluogo, a ridosso di San Nicola La Strada, nell’area ex Saint Gobain, per ricevere in cambio la Maddalena o buona parte di essa e per buona pace di tutti quei progetti che sono stati fatti in questi anni dal campus universitario al museo della pazzia (che renderebbe omaggio ad oltre due secoli di storia della nostra città).

Ancora oggi i politici fanno la parte degli gnorri e continuano a non programmare, ad avere un’idea precisa di cosa dovrebbe essere nel futuro prossimo quel patrimonio immobiliare, culturale e sociale inestimabile, facendo in modo che si depauperi per il non uso. Ed è questo il pericolo più grande: lasciare trascorrere il tempo a vuoto. Mettere tutti noi davanti al fatto compiuto e fare in modo che l’intero complesso divenga inservibile, irrecuperabile. A questo punto il cementificatore di turno apparirà addirittura come l’eroe che verrà a toglierci dagli impicci.

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