Napoli Prov.

Il cocktail “made in Aversa” sbarca a Milano

 AVERSA. “Dalla realtà della provincia, da Aversa, nel cuore della Campania Felix, abbiamo interpretato l’esperienza di Superbar come un viaggio nella nostra terra, rendendola protagonista con dei cocktail classici”.

 Così Francesco Conte, titolare del “Drink & Dream” di Aversa, in via Seggio, racconta “l’avventura” milanese del Superbar. Del team aversano, capitanato da Conte, hanno fatto parte i barman Salvatore Mosca, Ciro Rampazzo e Enzo Tana. Il viaggio è partito da Venezia, terra del più famoso Sparkling, il Bellini, che diventa lo “Jommellino, il Matrimonio segreto”, in onore dei musicisti aversani Niccolò Jommelli e Domenico Cimarosa, che esalta la mela annurca, frullata e servita con l’Asprinio brut, completando con uno spiedino di capocollo del nero casertano e ciliegina di mozzarella di bufala.

Si è passati, poi, a Shannon, patria dell’Irish coffee, che diventa “No grazie il caffè mi rende nervoso”, omaggio alla napoletanità di Edoardo, Troisi, Totò, dove al caffè espresso preparato nella cuccumella sono stati aggiunti il nucillo e la panna di bufala. Con “Fronn ‘e limon” è stato reiterpretato il “Singapore sling”, preparandolo con brandy, Falernum, un liquore alla ciliegia campano, e succo di limoni della penisola sorrentina, servito in un “boccaccio” con uno zito dei pastai di Gragnano al posto della cannuccia.

L’ultima ricetta, “O bucal”, reinterpreta un cobbler, con la percoca vesuvio tagliata a pezzi, il vino asprinio e la gassosa, preparato nel classico “pizzopaparo” di creta e servito in vecchi bicchieri da cantina, ed abbinato ad anguilla fritta e frittata di cipolla, in ricordo della liberazione durante la seconda guerra mondiale.

Tutte le ricette sono state accompagnate da brani musicali, tematici, come “Reginella” di Roberto Murolo, “Na tazzulella è cafè” di Pino Daniele, “Vatta ‘a votta” di Enzo Avitabile, “Tu vuò fa l’americano” di Renato Carosone.

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