Sant’Arpino

Capone “Tutti in prima linea contro criminalità ed ecomafie”

 SANT’ARPINO. Il leader del movimento di opposizione di Sant’Arpino, Francesco Capone, torna ad intervenire sulla battaglia in favore della legalità e nella lotta contro le ecomafie che sta attraversando come uno tsunami il tessuto sociale delle province di Caserta, Napoli e dell’intera Campania.

“Come cittadino prima, e come imprenditore ed uomo politico poi – dichiara in una nota ufficiale Capone – in un momento storico tanto importante che sta vendendo le coscienze di un intero popolo smuoversi sento il dovere di ritornare su tematiche da sempre molto care e che da tempo mi vedono impegnato. Ormai non c’è più tempo tutti siamo chiamati a fare una scelta di campo netta ed irreversibile fra legalità e criminalità, fra tutela dell’ambiente e ecomafie, fra quanti hanno a cuore le sorti di un intero territorio e dei suoi abitanti e chi invece preferisce girare lo sguardo e soprattutto la faccia dall’altra parte.

Come è risaputo da sempre mi sono molto a cuore le questioni connesse agli sversamenti di rifiuti tossici, l’inquinamento delle falde acquifere, i roghi tossici e così via, e più volte sia da semplice imprenditore che da novello politico ho sottolineato come tutti nel nostro piccolo dobbiamo fare la nostra parte per far diventare di nuovo la nostra terra “felix”. Nella campagna elettorale della scorsa primavera avevo proposto diversi piani di azione per ridare un minimo di “sicurezza ambientale” alla nostra Sant’Arpino.

Oggi non ho compiti di governo ma invito chi attualmente li ha a far proprio quel programma e unire le forze perché l’ambiente non può più aspettare. Le decisioni sono improcrastinabili e purtroppo debbo constatare come ad oggi l’attuale amministrazione comunale non ha smosso un dito per determinare una seria inversione della rotta. È emblematico quanto sta accadendo negli ultimi giorni. Solo dopo le segnalazioni di cittadini, associazioni o organi di stampa chi di dovere interviene per rimuovere lastre di amianto e rifiuti di ogni genere, ammassati per settimane e mesi lungo strade e fondi agricoli.

A quando un piano di bonifica? A quando decisioni e iniziative volte alla rimozione dell’amianto? A quando una seria opera di vigilanza del territorio, che coinvolga anche le periferie, per impedire gli sversamenti illegali? Insomma quando gli amministratori si sveglieranno dal sonno? Mi si creda non è mia intenzione fare bassa speculazione politica su tematiche di tale importanza, ma è solo un impeto morale che mi assale, forse anche perché anche la mia famiglia, come tantissime altre, ha dovuto piangere un morto per tumore. Ovviamente da uomo pubblico continuerò a non limitarmi alla mera denuncia ma continuerò a fare la mia parte al fianco di persone come Padre Maurizio Patriciello e i Comitati territoriali.

A breve il movimento politico da me guidato metterà in campo delle iniziative che interesseranno la comunità santarpinese. Eventi che serviranno a far sentire una volta in più il nostro no ad ogni forma di ecomafia e ribadire il nostro schifo verso la camorra e le organizzazioni criminali e i loro affiliati.

Per quanto riguarda questi ultimi anche noi chiediamo che vengano imputati per strage, per aver provocato un eccidio che oltre aver fatto morire migliaia fra uomini, donne e bambini sta mettendo a rischio la sopravvivenza di un territorio vittima di un’ecatombe degna di Chernobyl e Fukushima”.

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