San Marcellino

Si dimette un altro segretario comunale, Colombiano: “Incredibile”

 SAN MARCELLINO. “Negli ultimi mesi é diventato impossibile lavorare nella casa comunale”. Queste le dichiarazioni del leader di opposizione, Anacleto Colombiano, dopo l’annuncio delle dimissioni del dottor Marco Caputo.

Nella giornata di giovedì, il segretario comunale, insediatosi presso il comune di San Marcellino da circa due settimane, ha rassegnato le proprie dimissioni per “motivazioni personali”. Esattamente come la dottoressa Vania De Cocco, che lo scorso 4 settembre, per le stesse motivazioni, lasciava la casa comunale, non senza essere stata soggetta dopo varie divergenze tanto con l’amministrazione comunale, tanto con i dipendenti. Le dimissioni della De Cicco, considerato il clima di guerra che l’hanno vista protagonista, erano “nell’aria”, ma le dimissioni di Caputo, da poco insediatosi, nessuno le immaginava. E i cittadini iniziano a pensare con maggior forza che nella casa comunale c’è qualcosa che non va.

Intanto la minoranza continua ad esercitare il suo potere di controllo. Non a caso i consiglieri comunali del gruppo di opposizione “Ancora” guidati da Anacleto Colombiano e l’associazione “Liberamente per San Marcellino” hanno chiesto un incontro urgente al primo cittadino Pasquale Carbone per far chiarezza su alcuni punti fondamentali per il Comune come il pagamento dei debiti dell’Ente, dopo che è arrivato nelle casse comunali un prestito di 4 milioni di euro.

“Purtroppo non abbiamo ancora avuto l’elenco dei debitori del nostro Comune. – tuona il leader dell’opposizione Anacleto Colombiano – Doveva essere diffuso entro luglio ma dopo circa due mesi non sappiamo ancora come e quando verranno liquidati i mandati di pagamento. In più, ogni giorno che passa, l’Ente paga circa cento euro di penale”.

“Vogliamo un consiglio comunale ad hoc per riparlare della nostra interrogazione”, sbotta Colombiamo, che conclude: “Potremmo anche pensare di dimetterci tutti, noi consiglieri di opposizione e i dissidenti, e mandare a casa l’amministrazione Carbone”.

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