Orta di Atella

Pd: “Diffidate da chi dice di agire per il vostro bene”

 ORTA DI ATELLA. Nelle dovute sedi e senza avere mai assolutamente cercato di intimidire qualcuno, abbiamo sempre svolto la nostra azione politica ed amministrativa, improntandola, proprio, ai principi di legalità e trasparenza, di cui oggi tutti si riempiono la bocca.

Soprattutto, abbiamo proposto soluzioni alternative (legittime, eque e solidali) al Puc adottato (risposta: o mangi sta minestra o ti butti dalla finestra!). E lo abbiamo fatto nelle opportune sedi istituzionali.

È nostro costume agire nell’interesse della collettività ed all’interno delle istituzioni e, per averne la prova tangibile, basta leggere le osservazioni al Puc (si dice che bisogna studiare prima di parlare). Il Pd lo ha fatto. Ed è innegabile che è stata l’unica forza politica che lo ha fatto con serietà e determinazione.

Gli altri hanno praticato il silenzio. Sono rimasti equivoci.

Detto questo, va, però, precisato con fermezza che pensare di nascondere qualcosa alle istituzioni non è un bene. Per nessuno!

Gli illeciti, le illegittimità, le azioni amministrative contra legem che comprometterebbero ulteriormente una situazione, di per sé, disastrosa e che soffocherebbero completamente le già esili speranze di veder risolte le problematiche urbanistiche che toccano migliaia di famiglie ortesi, vanno denunciati con forza. Il Pd lo ha fatto!

Anche perché, poi, succede, come è già successo dal maggio 2007 ad oggi, che, quando le Istituzioni intervengono, anche a distanza di tempo (come sta accadendo), lo scempio urbanistico è già stato fatto. E ci ritroveremmo, ormai senza più soluzioni e con il solito ed inquietante quesito sul perché nessuno aveva denunciato.

Noi, per una questione etica e morale, per una questione di coscienza, siamo obbligati a farlo!

Opporsi all’amministrazione guidata dalla stessa persona che politicamente ha governato (come sindaco e capogruppo) negli anni in cui il disastro è avvenuto e che, anche in questa consiliatura, nonostante i proclami elettorali, predica bene ma pratica male, non è una scelta, ma diventa un imperativo categorico!

Dovrebbe essere un dovere di chiunque desideri cambiare la nostra cittadina. Cambiarla, ovviamente, in meglio, anche perché peggio di così, statene certi, non si può!

Comprendiamo perfettamente che, nei momenti difficili, le scorciatoie e l’ansia di risolvere tutto e subito prendano il sopravvento sulla ragione, ma è ingenuo (pur se comprensibile) pensare che in un Comune, precedentemente sciolto per infiltrazioni camorristiche (sul punto sarebbe opportuno fare una corretta informazione sui fatti e sugli atti che ne furono la causa), il livello di attenzione della magistratura sul rispetto della legge non sia ancora alto. È naturale che lo sia. Dovrebbero comprenderlo tutti, soprattutto gli amministratori.

Ci sforziamo di comprendere anche chi, sentendosi completamente esclusi dal dibattito politico cittadino, incapaci di reggere un qualsiasi confronto amministrativo, trincerandosi nella sterile affermazione che è tutto illegittimo e che nulla si può fare, lanciano invettive a destra ed a manca, cercando di screditare e minimizzare il duro lavoro di giovani consiglieri che hanno saputo lanciare il “seme della speranza”! Però per cambiare bisogna, pure, cercare di cambiare.

Ogni nostro intervento, sia chiaro una volta per tutte, è finalizzato esclusivamente ad evitare che sia approvato uno strumento totalmente inidoneo a risolvere il problema della casa a chi sta facendo sacrifici enormi per pagarla.

Non facciamo personalismi e, soprattutto, a differenza di altri, non facciamo interessi personali.

Il PUC adottato dalla Giunta Comunale è un rimedio peggiore del male e non risolverà, affatto, la questione urbanistica. È viziato in radice. È una creatura malata. Creata per fare male. E non è il Partito Democratico a dirlo, ma lo stesso consulente legale, esperto di diritto amministrativo ed urbanistico, avvocato di fiducia del Comune, il quale ha rilasciato allo stesso ente un impietoso parere pro veritate, in cui demolisce i cardini e le soluzioni di sanatoria che si prospettano nel PUC, ribadendo che, con esso, non potranno sanarsi gli abusi commessi (parere a firma dell’avv. D’Angiolella, prot. n. 7498 del 10 giugno 2013).

È su quella inidoneità a risolvere il problema urbanistico, su quella evidente impossibilità di ottenere il dissequestro degli appartamenti, che la nostra posizione è irremovibile.

Il nuovo PUC non risolverà gli attuali problemi delle vere vittime della devastazione urbanistica.

In cambio, però, state sicuri, porterà nuovo cemento.

Si sacrificano le case esistenti per garantire nuova cementificazione!

E proprio nell’interesse di quelle persone che oggi pagano care le conseguenze di quella mala ed insana gestione che la nostra battaglia di legalità va avanti. E andrà avanti!

Non conosciamo chi sono gli esperti che sostengono che il Puc adottato dal Comune potrà sanare le illegittimità accertate. E non ci interessa, neppure, sapere se esistono.

Diffidate, però, dagli imbonitori, dal falso vittimismo, da chi si è venduta la fiducia della gente e vuole venderla ancora. Da chi vi strumentalizza. Aprite gli occhi.

E, soprattutto, se l’unico vostro interesse è la soluzione del problema urbanistico e non siete mossi da altro . . . o da altri, non vi fidate!

Il segretario provinciale e

commissario del circolo del

Partito Democratico

Vincenzo Cappello

I consiglieri comunali

Francesco Piccirillo

Giuseppe Roseto

Michele De Micco

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