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Kenya, assalto finale contro i terroristi. Salvi ostaggi italiani

 NAIROBI. Una forte esplosione è stata udita vicino al Westgate di Nairobi, il centro commerciale da sabato sotto l’assedio di terroristi islamici. Sarebbe l’inizio dell’attacco delle forze di sicurezza kenyote agli assalitori.

Secondo la stampa locale, sarebbe in corso l’attacco delle teste di cuoio kenyote, aiutate da esperti Usa, israeliani e britannici, per liberare gli ostaggi. Gli assalitori sarebbero asserragliati in una stanza con le finestre blindate.

Le vittime dell’attacco rivendicato dagli Shabaab, gruppo estremista islamico somalo, aumentano di ora in ora: al momento il conto si è fermato a 59 vittime e 175 feriti. Ma ci sono anche 49 dispersi, secondo la Croce rossa del Kenya, che cita fonti di polizia senza specificare se il numero sia quello delle persone bloccate o tenute in ostaggio.

Gli ostaggi nelle mani dei terroristi sono almeno 30, mentre mille persone sono state portato in salvo. Secondo fonti anonime della sicurezza, gli israeliani stanno aiutando le autorità del Kenya a mettere a punto “una strategia negoziale” per porre un termine all’assedio.

Sabato all’ora di pranzo un gruppo di uomini armati ha infatti aperto il fuoco e lanciato bombe a mano nell’affollato mall di Nairobi, in Kenya, frequentato anche dagli stranieri. Da allora la battaglia va avanti e gli assalitori sono ancora asserragliati nella struttura.

Del commando fanno parte anche donne: lo ha detto il presidente kenyota Uhuru Kenyatta, spiegando che si cerca di identificare gli attentatori, nonostante l’attacco sia stato rivendicato dagli Shabaab somali. Kenyatta ha aggiunto che a Nairobi è in corso “una guerra internazionale e dobbiamo unirci e lavorare insieme per battere i codardi. Puniremo chi ha ordito questo attacco in modo molto severo”.

A diverse ore dall’attacco gli assalitori sono ancora asserragliati in un supermercato del mall. Il primo e il secondo piano del centro commerciale Westgate di Nairobi sono sotto il controllo delle forze di sicurezza del Kenya, mentre i militanti restano asserragliati nei due piani superiori dell’edificio. Il Governo kenyano ritiene che “all’interno del Westgate di Nairobi ci siano dai 10 ai 15 assalitori”.

Cinque gli ostaggi liberati nella notte tra sabato e domenica: in tutto dal centro commerciale sono state evacuate mille persone. La battaglia è andata avanti ininterrottamente dal momento dell’inizio dell’attacco. Verso le 9 del mattino ora italiana un’altra raffica di spari si è sentita dal centro commerciale e pochi minuti dopo due soldati kenyoti feriti sono stati portati all’esterno della struttura.

“Le operazioni proseguono. – ha dichiarato un responsabile della sicurezza kenyota – Libereremo tutte le persone che sono ancora all’interno”. Tra i morti ci sono anche alcuni parenti stretti del presidente keniota Kanyatta e il poeta e romanziere ghanese Kofi Awoonor. Nella lista delle vittime ci sono anche due francesi e due canadesi, tra i quali un diplomatico, una cinese e due indiani. Tre le vittime britanniche. Il premier David Cameron ha definito l’attacco un “atto spregevole, di spaventosa brutalità”. Due americani sono rimasti feriti.

Il viceministro degli Esteri italiano, Marta Dassù, ha riferito che sono 13 i cittadini italiani coinvolti direttamente nell’attacco, “ora tutti in salvo”. Tra le vittime c’è anche un cittadino somalo sposato con una italo-somala che ha il permesso di soggiorno a Torino.

Fonti mediche hanno riferito che 19 delle persone uccise, di cui almeno quattro bambini, sono morte all’ospedale Shah di Nairobi. “Abbiamo almeno due pazienti in condizioni critiche, uno con proiettili localizzati vicino alla spina dorsale”, ha detto Manoj Shah, direttore dell’ospedale. Nella clinica non si ferma l’arrivo di nuovi feriti.

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