Italia

Franceschini al Pdl: “Basta minacce” Letta “ottimista”

 ROMA. Il giorno del voto in giunta al Senato sulla decadenza di Berlusconi si avvicina e la tensione tra Pd e Pdl si fa sempre più acuta.

Da indiscrezioni di stampa, infatti, il Pdl potrebbe far cadere il governo anche prima del 9 settembre, in mancanza di rassicurazioni sul voto in giunta e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini (Pd) invoca una “tregua”.

Sul futuro il premier Enrico Letta si dice però ottimista: “Andare avanti si può per il bene del Paese”. Ma il rischio di una crisi affonda Piazza Affari che chiude in ribasso in calo dell’1,35%, con l’indice Ftse Mib che va a 16.712 punti.

“Il presidente del Consiglio sta partendo per il G20, un appuntamento con un’agenda importantissima. E’ possibile interrompere questa serie continua di minacce quotidiane di crisi che riempiono i giornali, preoccupano i mercati e danneggiano il peso e l’immagine dell’Italia sui tavoli internazionali?” ha chiesto infatti Franceschini.

Ma il Popolo della Libertà mantiene la linea dura. “Chiediamo al Pd delle risposte precise. Se ci sono, il governo va avanti sennò non possiamo più stare insieme” ha dichiarato Altero Matteoli, lasciando la riunione dei senatori del Pdl, a chi gli chiedeva se il Governo chiuderà la sua durata con la decadenza del Cavaliere. Matteoli ha poi accusato il Pd di voler “applicare una legge che non può essere applicata perché è retrodatata”. “La questione non riguarda l’incostituzionalità della legge ma la sua applicabilità – ha spiegato – questa legge non è applicabile perché retrodatata”.

A distendere i toni arrivano le dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi: “Nessuna minaccia dal Pdl” ma è evidente che il passaggio di lunediì sarà cruciale” dice commentando le dichiarazioni di Franceschini. E aggiunge: “I dubbi sulla costituzionalità della legge Severino, pur avendola votata, possono esserci e sono legittimi”.

Anche Schifani insiste sulla responsabilità del Pd in una eventuale crisi di governo: “Non siamo pronti a nessuna crisi di governo. Naturalmente tutto dipende dal comportamento di altri partiti, non dal nostro partito la cui posizione è sempre stata chiara”. “Riflettere sulla costituzionalità della legge Severino è un obbligo per chi crede nella democrazia e nel rispetto del diritto. Tanto più quando anche un ministro tecnico autorevole come la Cancellieri, responsabile del dicastero della Giustizia, dichiara apertamente che su una vicenda così delicata non si può non tener conto dei pareri di prestigiosi giuristi”.

Intanto, l’ufficio di presidenza della Giunta per le elezioni e l’immunità ha fissato per lunedì 9 settembre alle ore 15 la riunione della giunta per le autorizzazioni del Senato che servirà a fissare i tempi dell’esame della decadenza di Silvio Berlusconi. L’esame inizierà con la relazione di Andrea Augello. Il calendario sarebbe dovuto essere fissato nella riunione che si è tenuta oggi 4 settembre, ma non si è trovato l’accordo sui tempi dell’esame della decadenza di Berlusconi, perciò dopo la seduta del 9 settembre la commissione, come spiegato dal presidente Stefàno, si “autodeterminerà” per le sedute successive.

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