Italia

Decadenza B.: nessun accordo. Matteoli: “Risposte dal Pd o governo cade”

 ROMA. L’accordo sul calendario dell’esame della decadenza di Silvio Berlusconi non si è trovato all’ufficio di presidenza della giunta per le Immunità del Senato.

Lo ha riferito Enrico Buemi, del Psi, lasciando la giunta. A questo punto la giunta si riunirà lunedì alle 15. I commissari sentiranno relazione di Augello. Poi sarà un nuovo ufficio di presidenza o la giunta stessa a decidere il calendario, sempre a quanto spiegato da Buemi. “In ufficio di presidenza della giunta per le elezioni e le immunità del Senato non c’è stata l’unanimità e per questo il calendario sarà deciso, e votato, direttamente lunedì prossimo”, riferisce al termine della riunione il presidente della giunta, Dario Stefano, a proposito della discussione che inizierà il 9 settembre. Ci sarà una seduta a oltranza? “Dipende dagli interventi – ha risposto – dipende dalla discussione”. E conclude: “In giunta non dobbiamo esprimere un voto politico ma dobbiamo esprimerci nel merito”.

Intanto, la tensione tra Pd e Pdl si fa sempre più acuta. Da indiscrezioni di stampa, infatti, il Pdl potrebbe far cadere il governo anche prima del 9 settembre, in mancanza di rassicurazioni sul voto in giunta e il ministro per i Rapporti con il parlamento Dario Franceschini (Pd) invoca una “tregua”.

“Il presidente del Consiglio sta partendo per il G20, un appuntamento con un’agenda importantissima. E’ possibile interrompere questa serie continua di minacce quotidiane di crisi che riempiono i giornali, preoccupano i mercati e danneggiano il peso e l’immagine dell’Italia sui tavoli internazionali?”, ha chiesto infatti Franceschini.

Ma il Popolo della Libertà mantiene la linea dura. “Chiediamo al Pd delle risposte precise. Se ci sono, il governo va avanti sennò non possiamo più stare insieme”, ha dichiarato Altero Matteoli, lasciando la riunione dei senatori del Pdl, a chi gli chiedeva se il Governo chiuderà la sua durata con la decadenza del Cavaliere. Matteoli ha poi accusato il Pd di voler “applicare una legge che non può essere applicata perché è retrodatata”. “La questione non riguarda l’incostituzionalità della legge ma la sua applicabilità – ha spiegato – questa legge non è applicabile perché retrodatata”.

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