Italia

Berlusconi: “Votiamo prima Legge di stabilita’, Iva e Imu. Poi alle urne”

Silvio Berlusconi ROMA. Nel giorno in cui i ministri del Pdl formalizzano le dimissioni dal governo Letta, Silvio Berlusconi arriva a Montecitorio per parlare ai suoi, riuniti in una riunione congiunta dei gruppi di Camera e Senato, per tentare di ricucire lo strappo tra falchi e colombe.

La decisione di far dimettere gli esponenti Pdl è stata una mossa che ha preso molti in contropiede, facendo emergere diversi malumori nel partito. Malumori che nella giornata del 30 settembre hanno trovato espressione nella nota congiunta di Angelino Alfano e degli agli ministri dimissioni contro Alessandro Sallusti. “Con noi non funzionerà il metodo Boffo”, hanno scritto per replicare a un editoriale.

Ma il Cavaliere chiede di restare uniti, spiega di essersi chiarito con i ministri dimissionari, spiega di aver “preso da solo” la decisione di farli uscire dall’esecutivo, annuncia “per noi l’esperienza del governo finisce qui”, ma poi annuncia una road map secondo la quale in sette giorni si approverà la legge di stabilità (a patto che non preveda aumenti fiscali), il decreto su Iva e Imu per poi andare a votare. Quaranta minuti di discorso ai quali però, nonostante la richiesta di alcuni, Fabrizio Cicchitto in testa, non segue dibattito. E così non tutti i nodi sono venuti al pettine e resta incerto l’atteggiamento che il Pdl terrà mercoledì quanto Letta andrà in Aula a chiedere al fiducia.Ma il ministro per i Rapporti con il Parlamento Franceschini fa sapere che la proposta del Cavaliere è “irricevibile”.

La serata di lunedì 30 è caratterizzata anche dallo scontro tra il Colle e il Cavaliere. In un “fuori onda” mandato in onda da La7, Berlusconi chiama in causa Napolitano: avrebbe chiamato la Cassazione per intervenire sulla sentenza Mediaset. Sospetti smentiti duramente dal Quirinale che parla di “delirante invenzione volgarmente diffamatoria nei confronti del Capo dello Stato”.

Intanto, dopo l’incontro con Napolitano, il premier Letta mercoledì chiederà in Aula la fiducia, per continuare nell’azione del suo governo. “Tutto è nelle mani del Pdl” chiarisce il capo dell’esecutivo.

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