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Champions, il Milan batte 2-0 il Celtic a San Siro

 La vittoria arriva nel finale grazie a un tiro deviato e una punizione rimpallata. Il Milan supera per due a zero il Celtic nell’esordio in Champions, ma la prestazione dei rossoneri non è stata esaltante.

La squadra di Allegri è apparsa senza idee e con poca qualità. Le assenze di uomini chiave come Montolivo hanno inciso sul gioco dei rossoneri, carente soprattutto a centrocampo.

L’avvio del Milan lascia trasparire un moto d’orgoglio contro l’emorragia di infortuni che ha colpito i rossoneri. Birsa appare volenteroso e creativo. E’ lui a infilarsi tra le linee del Celtic e a servire Matri e Balotelli. Proprio lo sloveno dopo appena tre minuti trova una combinazione con Balo che porta al tiro SuperMario. Ma l’effetto dura pochissimo.

Il Milan si abbassa lasciando l’iniziativa agli scozzesi, Birsa si spegne defilandosi sull’esterno e a centrocampo nessuno prende in mano le redini del gioco. La mediana messa in campo da Allegri non ha nella qualità il suo principale pregio e a risentirne è soprattutto la manovra.

Le verticalizzazioni diventano una merce rara e davanti Matri e Balotelli fanno a sportellate con i centrali del Celtic per conquistare qualche pallone proveniente della fasce. A tutto questo si aggiunge anche il calo di concentrazione di Abbiati, che ingenuamente tocca il pallone con la mano su un retropassaggio. L’arbitro fischia la punizione in area, ma il Celtic non è abile nel trasformare in gol il regalo del portiere rossonero. Mexes è l’unico che cerca di svegliare la sua squadra dallo stato di torpore. E’ suo l’assist che porta alla conclusione di Nocerino, di poco alta sulla traversa. Il primo tempo si chiude con un tiro angolato di Balotelli che impegna Forster al tuffo. Ma per il resto il Milan risulta non pervenuto.

Il Celtic non deve faticare per tener testa a questo Milan. Lo dimostra anche il possesso palla, diviso esattamente a metà con i rossoneri nel primo tempo. La squadra di Lennon è ordinata, attenta e gioca un calcio semplice.

Basta questo per calmierare il Milan anche nella seconda frazione. Anzi sono gli scozzesi a risultare pericolosi soprattutto con Samaras. Allegri si decide a inserire un esterno come Emanuelson al posto di un sacrificato Birsa, passando definitivamente al 4-4-2. Ma la partita non cambia. Il Celtic in contropiede crea pericoli ad Abbiati con Commons (67′). Muntari poi sciupa il gol del vantaggio mandando a lato un colpo di testa semplice.

I rossoneridevono anche ringraziare la buona sorte se la punizione di Stokes al 78′ va a stamparsi sulla traversa. La stessa fortuna ci mette lo zampino subito dopo a far deviare in porta il tiro sporco di Zapata dal piede di Izaguirre. Il Milan così trova il gol del vantaggio. Il raddoppio arriva all’85’ con Muntari che sfrutta un rimpallo sul palo di una punizione di Balotelli.

Allegri guadagna i tre punti, ma il gioco è sicuramente da rivedere. Il primo a riconoscere che la prestazione dei rossoneri col Celtic non sia stata brillante è proprio il tecnico rossonero: “Abbiamo sofferto soprattutto nel secondo tempo – ha detto Allegri– e scappavamo un po’ tutti dalla palla, poi abbiamo ripreso il gioco in mano. Siamo stati fortunati sui gol”, arrivati negli ultimi 8 minuti da un’autorete e da un tap-in su respinta del portiere, “ma è una bella vittoria da parte di un gruppo di ragazzi che ha fornito una prestazione di sostanza, giocando a tratti non benissimo”.

Dalle parole di Allegri traspare la soddisfazione per aver portato a casa una vittoria che a dieci minuti dalla fine sembrava destinata a sfuggire. “Ciò che conta era vincere – dice ancora Allegri – e portare a casa i 3 punti”. E la testa è già al campionato: “Ora avremo la partita con un Napoli che sta giocando molto bene, e per questo dobbiamo fare i complimenti a Benitez che in due mesi ha sistemato una squadra che giocava in modo molto diverso. Per noi sarà una partita molto difficile, ma avremo un po’ di forze fresche ed entusiasmo”.

E’ un Milan sempre più da “zona-Cesarini”, ma questo aspetto “non mi fa arrabbiare, anzi – assicura Allegri – direi che se tutte le partite andassero così sarebbe un bene. E’ normale che nell’ultimo quarto d’ora i ritmi calino e ci siano più spazi, però bisogna migliorare dal punto di vista del gioco. Ci siamo anche un po’ incartati con qualche palla persa di troppo, ma la cosa positiva è che la squadra nei momenti di difficoltà ha saputo difendersi con tutti e dieci dietro la palla”.

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