Esteri

Siria, Papa Francesco scrive a Putin. Smentiti contatti con Assad

 CITTA’ DEL VATICANO. Papa Francesco ha scritto al presidente russo VladimirPutin, in quanto presidente del G20, chiedendo ai leader di questi Paesi di “trovare una soluzione” che “impedisca un massacro” in Siria.

E che i leader “non restino inerti”. Formula queste parole come un “sentito appello”. Nella letterail Ponteficeaffronta prima i temi della economia mondiale, e poi la questione Siria, condannando “il massacro al quale stiamo assistendo” e invitando i leader a agire. Nella prima parte, Bergoglio sostiene, tra l’altro, che la “economia mondiale potrà svilupparsi realmente e garantire una vita degna a tutti esseri umani”, di “ogni abitante della terra”, non solo dei cittadini dei paesi del G20, se la “crisi economica” sarà affrontata “con rispetto della persona umana e dei più deboli”.

Intanto, padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, smentisce categoricamente che ci sia stata una telefonata del Papa al leader siriano Assad. La notizia era riportata dall’edizione on line del quotidiano argentino Clarin secondo il quale, citando fonti vaticane, Bergoglio avrebbe chiesto a Assad di fermare, per quanto possibile, la repressione messa in atto contro i ribelli e adottare un atteggiamento più conciliante.

“L’offensiva dlplomatica” del Pontefice, si legge ancora, includerebbe anche sforzi dei suoi collaboratori per persuadere il presidente americano, Barack Obama, a non attaccare la Siria. Tanto che, asserisce il giornale, il capo dello staff della Casa Bianca, il cattolico Denis McDonough, avrebbe, secondo alcuni, influito sulla decisione del presidente di rinviare l’attacco per aspettare il via libera del Congresso.

Preso atto della smentita rimane il fatto che Bergoglio è intenzionato ad avere un ruolo centrale nello scenario internazionale, molto più di quanto abbia fatto il suo predecessore Benedetto XVI.

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