Esteri

Siria, armi chimiche, Obama: “L’accordo è una vittoria”

Barack ObamaSIRIA. Barack Obama ha già definito una vittoria internazionale l’accordo sulla distruzione dell’arsenale chimico siriano, ma il voto delle Nazioni Unite è atteso nella notte.

“Siamo realisti, penso che non saremmo arrivati a questo punto senza la minaccia delle armi contro il governo di Assad”, ha dichiarato il presidente degli Usa. Obama ha anche riconosciuto che persiste l’inquietudine sulla effettiva sincerità del regime per la distruzione delle armi chimiche. Il presidente ha aggiunto che l’intesa all’Onu sarà vincolante da un punto di vista legale e che l’opinione pubblica è giustamente preoccupata di verificare che la Siria manterrà i suoi impegni.

Obama si è detto “molto fiducioso sulle prospettive di ciò che può essere ottenuto”. Ha elogiato la cornice dell’accordo, definendo cruciale la minaccia militare rivolta alla Siria dagli Usa, aggiungendo di aver sempre preferito una soluzione diplomatica. La bozza di risoluzione, sponsorizzata da Stati Uniti e Russia, è modellata lungo le linee dell’accordo di Ginevratra il segretario di Stato John Kerry e il collega russo Serghey Lavrov.

Accordo che impegna la Siria a eliminare i suoi arsenali chimici entro il 2014. In caso di inadempienza da parte siriana il Consiglio di sicurezza tornerebbe a convocarsi per imporre a Damasco misure punitive che non vengono peraltro specificate. Il testo, che si articola in 22 paragrafi, “condanna nei termini più forti” qualsiasi uso di armi chimiche in Siria, e in particolare l’attacco del 21 agosto scorso. E afferma che “in caso di inadempienza con questa risoluzione, incluso il non autorizzato trasferimento o uso di armi chimiche, da parte di chiunque in Siria, saranno imposte misure sotto il capitolo sette della carta delle Nazioni Unite”. Il documento stabilisce quindi che la Repubblica araba siriana non può usare, produrre, acquistare o trasferire alcun tipo di arma chimica.

Riafferma altresì che gli Stati membri dell’Onu si devono astenere dal fornire qualsiasi sostegno a chi tenti di produrre o trasferire tali armi. Tra i punti cardine del testo, si sostiene la decisione dell’Opac del 20 settembre 2013 che contiene le procedure sul disarmo chimico, si stabilisce che la Repubblica araba siriana deve rispettare tale decisione, e cooperare pienamente con l’organizzazione dell’Aja. Ilrispetto dei dettami dell’Opac e del Consiglio di sicurezza dell’Onu, verrà verificato su “base regolare” dopo i primi 30 giorni dall’adozione della risoluzione e quindi ogni 30 giorni. Inoltre, si esprime la “forte convinzione che chi ha usato armi chimiche in Siria debba essere ritenuti responsabili di tali azioni”. Infine si richiede l’organizzazione, “il più presto possibile”, di una convenzione internazionale che attui quanto deciso a Ginevra.

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