Caserta

Spc: “Capitale europea della cultura 2019, ma Caserta veramente partecipa?”

 CASERTA. Dispiace, sinceramente dispiace, ma ancora una volta è palese l’assoluta inadeguatezza della giunta Del Gaudio rispetto alle enormi responsabilità che l’attività amministrativa comporta.

Stavolta, la questione assume contorni grotteschi, perché nessun medico aveva prescritto al Sindaco di Caserta di candidare la sua città come Capitale Europea della Cultura 2019. Per carità, una sfida bellissima ed intrigante, per la quale la nostra città, la nostra terra pregna di cultura, arte, storia, paesaggi e tradizioni, non partirebbe sconfitta contro nessuno.
Il problema è che questa è una Amministrazione che vive di annunci e di finzione, ma che quasi mai (il quasi è “di stima”) riesce a tramutare in programmazione ed atti concreti ciò che si propone di realizzare. La corsa per diventare “reginetta d’Europa” vede ai nastri di partenza 21 città italiane: basta smanettare un po’ tra motori di ricerca e social network, per avere una stima di ciò che stanno facendo amministrazioni come Matera o Siracusa (non parliamo, quindi, di città dalla posizione “consolidata” come Venezia o Siena, che pure concorrono).
Lì c’è un lavoro che va avanti, ininterrotto, da uno o due anni, e che vede coinvolte le migliori professionalità e l’intera cittadinanza. Quanti sanno che la candidatura Caserta, tra poco più di due settimane (20 settembre), sarà valutata nel primo step di preselezione? Cosa sta preparando la nostra città? Quale il progetto, quali le proposte? Se ce ne sono, mai segreto fu meglio tenuto! Alcune settimane fa, l’inserto settimanale del quotidiano La Repubblica dedicò a questo tema alcune pagine: venivano citate tutte le città partecipanti, e per ciascuna di esse il giornalista descriveva, in qualche rigo, le motivazioni e le aspirazioni della candidatura. Caserta: non pervenuta.
Ma il Sindaco è persona attenta, ed al ritorno dalle meritate ferie ha pensato di recuperare il tempo perduto, così lunedì 2 settembre ha riunito la Giunta per deliberare… la candidatura di Caserta a Capitale Europea della Cultura 2019! Un ottimo inizio, non c’è che dire. Si scopre poi, leggendo la delibera, che il 22 maggio 2012 è stato siglato un protocollo d’intesa tra Comune, Confindustria ed Unione Cattolica Stampa Italiana, che prevedrebbe l’avvio di un “Laboratorio Creativo Sperimentale”, aperto alla cittadinanza (!) per far confluire “proposte ed idee da parte di soggetti che abbiano manifestato attenzione alla dimensione europea della manifestazione”.
Resta da capire in che termini si sia esplicata questa “apertura alla città”, dal momento che né sul web né sulla stampa locale c’è più di qualche rarefatta traccia di quanto riportato. E sempre nel solco della “massima condivisione”, a nove giorni dal primo, decisivo step di selezione, i contenuti di tale delibera verranno illustrati ai consiglieri comunali nella prossima assise di mercoledì 11 settembre. Nonostante tutto, come ci invita a fare Vincenzo Cappello, segretario provinciale del Pd, “tifiamo tutti per la candidatura di Caserta”.
Ma, ahimè, è come tifare per una squadra che, di fatto, non c’è. Ah, dimenticavamo, ciliegina sulla torta: chi era l’unico assente in Giunta, lunedì scorso? Felicita De Negri, Assessora alla Cultura.
Speranza per Caserta

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