Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Fusti tossici, divieto di utilizzare acqua di pozzi privati

 CASAL DI PRINCIPE. La commissione straordinaria che governa il Comune di Casal di Principe, dopo lo scioglimento del Consiglio per infiltrazioni della camorra, ha imposto il divieto di utilizzazione dell’acqua proveniente dai pozzi privati, in realtà già in vigore dal 2011 in base ad analisi dell’Arpac.

Una decisione scaturita dal rinvenimento di fusti tossici in un terreno di via Sondrio, di proprietà dell’immobiliare Bellavista, ora sotto sequestro, e dei fanghi che stanno fuoriuscendo in un altro terreno appartenente in passato alla Curia di Aversa. Scavi avviati dopo le rivelazioni dei pentiti Carmine Schiavone, cugino del capoclan Francesco “Sandokan” Schiavone, e Luigi D’Ambrosio, ex autista di Carmine Schiavone, figlio di “Sandokan”.

D’intesa con la Regione Campania, gli uffici tecnici procederanno contemporaneamente a pianificare, attraverso un apposito progetto, tutte le operazioni necessarie per far in modo che a tutti i cittadini sprovvisti di utenze idriche sia garantito l’allaccio all’acquedotto.

Contestualmente, sin dal prossimo lunedì, saranno avviate da parte dell’Arpac le operazioni di analisi delle acque attraverso prelievi dai pozzi presenti sul territorio. Si è costituita, inoltre, una task force operativa tra Comune e Regione Campania, composta da tutte le professionalità necessarie, che provvederà ad effettuare tutti gli interventi indispensabili su cui sarà costantemente informato il ministero dell’Ambiente.

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