Campania

Terra dei Fuochi, in migliaia ad Aversa contro rifiuti e veleni

 CASERTA. “Siamo tutti morti”, questo lo slogan delle oltre duemila persone, vestite di nero, indossanti mascherine di protezione che hanno partecipato nel pomeriggio domenicale alla marcia organizzata via web dal movimento civico “Terra mia” contro rifiuti e veleni nella “Terra dei Fuochi”.

Il corteo è partito dal Parco Pozzi e si è concluso a Porta Napoli. Tra i partecipanti, con in testa il vescovo Angelo Spinillo, tantihanno ricordato i momenti “infelici” creati dai veleni, non sempre nascosti, presenti da decenni in un territorio che sembra non essere più bonificabile e che, però, non sarebbe responsabile certo ed inequivocabile di centinaia di morti per tumori e di migliaia di ammalati di malattie neoplastiche registrati in tutti i comuni dell’Agro, secondo le parole pronunciate da ministro della salute Renato Balduzzi in conferenza stampa tenuta nell’aula consiliare a gennaio.

Ricordi che hanno tanti, troppi punti in comune e che non possono lasciare indifferenti chi li ascolta. Eccone uno arrivato in redazione via mail: “Ho intercettato il corteo a via Roma”, racconta una lettrice trovatasi nel corte per caso. “Il silenzio agghiacciante di migliaia di persone mi ha sconvolta ed emozionata soprattutto quando hanno distribuito le cartoline da spedire al Presidente della Repubblica”.

“Tante cartoline, fotografie tutte diverse. raffiguranti madri sedute su un letto di ospedale con la foto incorniciata dei figli tra le mani: bambini e adolescenti morti di cancro. Le serie – sottolinea la mail – erano innumerevoli e sul retro prestampato c’era l’indirizzo del Quirinale”. “Sarò un membro del club “dell’uomo qualunque”, ma – continua la lettrice – quel silenzio mi ha perforato l’anima ed è stato più eloquente di qualunque discorso.Il mio cuore e la mia memoria sono andati alla mia nipotina che all’età di 17 anni si ammalata del morbo di Hodding”.

“Ho ripensato – conclude la mail – a tutte le sue sofferenze e al giorno della festa del suo diciottesimo compleanno, quando fui chiamata dalla madre per truccarle il volto stravolto da chemioterapia e bombe di cortisone e soprattutto per disegnarle le sopracciglia che ormai non aveva più”.

Segni di una malattia che, senza una bonifica, continuerà a fare la parte del leone in quella che ora è conosciuta da tutta la penisola come la ‘Terra dei Fuochi’.

A seguire le immagini video del corteo

VIDEO

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