Campania

Fusti tossici, continuano gli scavi: rivelazioni dell’ex autista di Schiavone Jr

 CASERTA. Non si fermano gli scavi a Casal di Principe dopo la scoperta di fusti contenenti fanghi industriali.

Anche oggi i carabinieri, insieme ai vigili del fuoco e ai tecnici dell’Arpac sono a lavoro nei terreni adiacenti via Sondrio dove sono stati rinvenuti i resti di alcuni barili contenenti rifiuti tossici. Per i risultati delle analisi che saranno effettuate sui campioni prelevati ieri dai tecnici dell’Arpac, i tempi sarebbero lunghi ma la Dda sta tentando una accelerazione.

Il luogo del ritrovamento, in via Sondrio,è stato indicato alla Procura Antimafia da un nuovo pentito della camorra, che sarebbe Luigi D’Ambrosio, 40 anni, ex autista del figlio del boss Francesco Schiavone detto “Sandokan”, Carmine Schiavone.L’uomo avrebbe riferitoha: “Ho guidato io la ruspa che ha scavato per seppellire i rifiuti. Sotto quel terreno ci sono il contenuto di venti camion”. Un luogo già indacato dall’altro collaboratore di giustizia Carmine Schiavone, cugino di “Sandokan”, salito alle cronache per le sconcertanti rivelazioni sugli sversamenti compiuti dal clan dei casalesi.

L’intervento è stato effettuato in seguito alle rivelazioni di un collaboratore di giustizia che, stando a quanto trapelato fino ad ora, avrebbe indicato con precisione il luogo dove i rifiuti sono stati seppelliti. Un’attività illegale quella dell’interramento di rifiuti tossici che continua ad interessare il triangolo della Terra dei Fuochi dove ormai il disastro ambientale è sotto gli occhi di tutti.

Secondo il pentito, che apparteneva al gruppo degli Schiavone, si tratta di veleni sotterrati negli anni 90, materiale tossico contenuto in circa 20 camion. Quel che resta dei fanghi industriali sarà sottoposto a controlli per accertare se i rifiuti siano o meno radioattivi e l’operazione di scavo continuerà nei prossimi giorni per arrivare alla falde acquifere.

L’obiettivo è capire se l’acqua bevuta in questi anni sia stata inquinata dai rifiuti speciali. A sovrintendere alle operazioni di scavo nel terreno di Casal di Principe, i militari dell’Arma, su delega dei pm Antimafia di Napoli Giovanni Conzo e Luigi Landolfi, e del procuratore aggiunto Francesco Greco.

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