Aversa

Bonifiche, il Wwf chiede avvio agricoltura “No food”

 AVERSA. Dopo le denunce del pentito Carmine Schiavone sulle condizioni di inquinamento del territorio la sezione cittadina del Wwf, Alessandro Gatto, referente del settore rifiuti ed inquinamento del Wwf agro aversano-Napoli nord e litorale domizio, torna a farsi sentire …

…con una nota trasmessa agli organi istituzionali chiede la messa in sicurezza ambientale e sanitaria dell’agro aversano-litorale domizio e dell’area nord di Napoli che considera una priorità nazionale non più rimandabile.

“Sono trascorsi troppi anni – scrive Gatto – da quando si è ‘scoperto’ il disastro ambientale che esiste nell’agro aversano-litorale domizio (per la provincia di Caserta)e nel territorio a nord di Napoli (in particolare, in provincia di Napoli, le aree di Pianura di Napoli e Giugliano in Campania)”. “Questi territori, si sa – sottolinea la nota – sono pieni zeppi di rifiuti tossici e velenosi di ogni tipo. E non stiamo certo parlando di qualche tonnellata ma di milioni e milioni di tonnellate di prodotti di scarto industriali pericolosissimi sia per l’ambiente, sia, soprattutto, per la salute degli esseri umani che vivono in queste zone”.

“E’ ormai chiaro a tutti – continua l’esponente del Wwf – che l’aumento delle malattie tumorali e di altre patologie simili siano causate da questa condizione di igiene ambientale a dir poco pessima”. “Noi del Wwf iniziammo a denunciare e segnalare alle forze dell’ordine ed alle Procure della Repubblica tutto questo scempio – ricorda Gatto – ancor prima che fosse coniato l’ottimo neologismo ‘ecomafia’. Ma oggi siamo stanchi di denunciare, siamo stanchi di guardare che lo Stato, parafrasando la canzone di De Andrè, si costerna, si indigna, si impegna, poi getta la spugna con gran dignità”.

“Ora – dice Gatto – è il momento di chiedere con forza che lo Stato (tutto intero) renda priorità nazionale la messa in sicurezza ambientale e sanitaria dell’agro aversano-litorale domizio e dell’area a nord di Napoli, includendo come priorità assoluta i territori di Casal di Principe, Villa Literno, Giugliano in Campania e Castelvolturno dove esistono le discariche più pericolose ed inquietanti”.

“Si deve passare all’agricoltura ‘No Food’ per avviare – suggerisce – anche una parziale bonifica dei suoli contaminati attraverso il processo della ‘fitoestrazione’ soprattutto dei metalli pesanti. Si deve vietare l’utilizzo dell’acqua di prima falda freatica di tutto il territorio in oggetto”.

“Tutte queste operazioni di salvaguardia ambientale non sono più rimandabili e tutti coloro che oggi detengono il potere di decidere e di poter operare devono smetterla di trovare delle giustificazioni al fatto che queste bonifiche non partono. Ho sentito parlare di scarsità di fondi, di rallentamenti dovuti ai più disparati motivi. Ma la salute pubblica non può più aspettare. si deve bonificare”, conclude Gatto.

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