Aversa

4 milioni a Fondazione Brunetta, M5S bacchetta Caldoro

 AVERSA. Ecco la lettera aperta inviata dal Movimento 5 Stelle di Aversa al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, dopo lo stanziamento di 4 milioni di euro ad una fondazione sulla promozione culturale di Ravello, presieduta dal parlamentare del Pdl, Renato Brunetta.

Gentilissimo Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, siamo semplici cittadini, di quelli che la notte non riescono a dormire pensando alle scadenze delle tante tasse e gabelle dalle quali siamo afflitti da qualche tempo a questa parte.

Di quelli che sperano sempre che un domani qualche cosa cambi, e che a maturità raggiunta si rendono conto che tanto è cambiato, ma in peggio.

Di quelli che non riescono a rendersi conto del perché la nostra terra, che avrebbe tante risorse, continua sempre più ad avvicinarsi agli standard di vita del nord Africa, piuttosto che a quelli del nord Europa.

Di quelli che non credono più nella politica e, principalmente, nelle ideologie, che ora sono diventate l’oppio che allontana la gente da quelle che sono le vere problematiche di un paese.
E come semplici cittadini le poniamo un quesito elementare al quale speriamo lei voglia dare una risposta.

La provincia di Caserta vive una condizione di disagio alla quale, forse, durante la storia del dopoguerra, non è mai arrivata: il patrimonio storico è lasciato nell’incuria più totale. Basti pensare alla Reggia di Carditello, alla Reggia di Caserta, al complesso della Maddalena ad Aversa…! Tutte realtà che hanno bisogno di urgenti interventi che ne assicurino almeno la sopravvivenza, piuttosto che il rilancio.

Le nostre terre sono state umiliate dallo sversamento di rifiuti tossici che stanno portando all’insorgere di patologie tumorali e che porteranno, col passar degli anni, ad una vera e propria mattanza senza quartiere anche tra categorie di cittadini più deboli, come i bambini.

L’inquinamento porterà ad un processo, già iniziato, di annullamento della industria agricola che in Campania era tra le più fiorenti d’Italia. Intere filiere di produzioni, in tal senso, stanno già subendo un tracollo.

Tante tra le nostre città non riescono ad assicurare almeno il minimo possibile di vivibilità. Quel minimo fatto di strade percorribili, di servizi di trasporto pubblico efficienti, di servizi forniti dall’amministrazione pubblica che facilitino la vita del cittadino, di sanità efficiente.

Ed in questo panorama così desolante, Lei che fa, caro Presidente? Regala 4 milioni di euro ad una fondazione facente capo al signor Brunetta e che riguarda una zona della Campania che è tra quelle che, sicuramente, hanno meno bisogno di interventi di urgenza?

Sia chiaro, non abbiamo nulla contro Ravello, che è forse tra i luoghi che maggiormente portiamo nel cuore. Ma non le pare che quei soldi sarebbero potuti servire per altri scopi più urgenti? Ne vuole qualche esempio? Iniziare a valutare un fondo per scongiurare la vendita all’asta della Reggia di Carditello, intervenire per la ricostruzione del tetto della Maddalena ad Aversa, dove rari capolavori d’arte stanno subendo l’oltraggio della pioggia, garantire la manutenzione delle parti critiche della struttura della Reggia di Caserta, oppure: iniziare a valutare l’impiego di capitali per la bonifica di territori inquinati più prossimi a centri con grande densità abitativa, iniziare ad impostare un registro dei tumori in Campania, incentivare la produzione agricola con un controllo continuo del prodotto che garantisca l’assenza di qualsiasi tipo di agente cancerogeno, garantire il rifacimento di arterie viarie provinciali che versano in grave stato di assenza totale di manutenzione, portando nocumento alla circolazione e principalmente alla sicurezza di chi le percorre.

In questo marasma di problemi della nostra Provincia, Lei che fa? Ripetiamo: regala 4 milioni d’euro alla Fondazione di Brunetta!

Non le chiediamo di giustificarsi, tanto ormai siamo poco abituati ad una politica che da conto di come spende i nostri soldi. Ma ci dica solo il perché di questo gesto che riteniamo quantomeno assurdo, in un periodo di crisi qual è quello che attraversiamo.

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