Villa Literno

Uccisero pensionato durante rapina: arrestati due rumeni

 VILLA LITERNO. A conclusione delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sull’omicidio di Giuseppe Corvino, rinvenuto cadavere nella sua abitazione a Villa Literno il 13 dicembre scorso,…

… i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Casal di Principe hanno proceduto al fermo di due cittadini rumeni, un uomo e una donna, ritenuti responsabili dei reati di “omicidio e rapina aggravati in concorso”. La sera del 13 dicembre, all’interno della camera da letto della propria abitazione di Villa Literno, il pensionato 75enne veniva trovato senza vita. La vittima era stata colpita con una feroce violenza. Sul corpo i segni di ben diciannove ferite da corpo contundente tutte localizzate al capo.

Dall’attività investigativa, durata oltre otto mesi, sono emersi gravi indizi di colpevolezza nei confronti di due rumeni fermati, entrambi domiciliati a Villa Literno. Le indagini, supportate da consistenti intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, e accertamenti tecnico scientifici di comparazione delle tracce lasciate sulla scena del crimine, hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’efferato delitto.

La “badante”, Dorinela Borcan, 43 anni, romena, la sera dell’11 dicembre, consentiva l’accesso nell’abitazione di Corvino, al connazionale Traian Mihailescu, 42 anni. Quest’ultimo sorprendeva il pensionato all’interno della camera da letto e lo colpiva più volte al capo, con un oggetto contundente metallico, uccidendolo. I due indagati rovistavano all’interno dell’abitazione in cerca di denaro, non è stata ancora quantificata l’esatta somma asportata. Il 14 dicembre, subito dopo il rinvenimento del cadavere, la badante, ricercata dai carabinieri, si allontanava dal territorio nazionale al fine di eludere le indagini.

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La continua attività investigativa ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati: la scheda telefonica intestata e in uso alla vittima, abbinata al telefono cellulare asportato durante il delitto, è stata utilizzata dalla donna successivamente all’omicidio; le telecamere di videosorveglianza di un esercizio commerciale contiguo all’abitazione della vittima hanno ripreso l’ingresso dei due autori del delitto, le cui caratteristiche fisiche cono compatibili con quelle degli arrestati; si sono registrati contatti telefonici tra i due indagati nella fasi antecedenti ed immediatamente successive al delitto, con le celle telefoniche agganciate sovrapponibili a quelle dell’abitazione in cui è stato commesso l’omicidio; la donna, infine, rendeva ai magistrati dichiarazioni confessorie ed eteroaccusatorie; sul luogo delitto veniva repertata un’impronta dattiloscopica con il sangue della vittima, corrispondente con quella del fermato.

Dopo il rientro in Italia, lo scorso 11 luglio, i carabinieri sottoponevano la cittadina rumena a fermo di indiziato di delitto; il medesimo provvedimento veniva eseguito nei confronti del connazionale lo scorso 5 agosto. I decreti di fermo di indiziato di delitto sono stati entrambi convalidati dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha disposto la custodia cautelare in carcere degli indagati.

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