Italia

Trasfusione sbagliata, 76enne muore all’ospedale di Grosseto

 GROSSETO. Un errore di identificazione che ha portato ad una trasfusione sbagliata, rivelatasi fatale per un uomo di 76 anni, morto all’ospedale di Grosseto.

In realtà, non doveva ricevere alcuna trasfusione, ma i sanitari gli hanno somministrato del sangue che era destinato ad un suo vicino di letto.

L’anziano era ricoverato in ospedale, dallo scorso 8 agosto, per una polmonite. Nei giorni scorsi era stato trasferito nel reparto di rianimazione a seguito di un peggioramento del quadro clinico e per gravi problemi respiratori.Domenica mattina il personale sanitario si è reso conto della trasfusione errata e ha immediatamente proceduto con le terapie del caso. Malgrado l’intervento dei medici, il suo quadro clinico, già fortemente compromesso, è peggiorato fino al decesso.

La direzione della Asl, insieme al medico responsabile del reparto di rianimazione, ha informato i familiari su quanto accaduto, esprimendo il proprio rammarico e mettendosi a disposizione per chiarimenti. La procura ha disposto l’autopsia, mentre l’azienda sanitaria ha avviato un’indagine interna.

Nell’epoca delle nanotecnologie e dei computer può ancora succedere che si scambino le sacche di sangue di una trasfusione come successo all’ospedale diGrosseto. Negli ultimi tre anni, dal 2009 al 2012, affermano le cifre del ministero della Salute, è successo 40 volte, e sono quattro i morti dovuti a problemi in una procedura apparentemente semplice ma in cui l’“errore umano” è in agguato. A questi, con il caso diGrosseto, le vittime salgono quindi a cinque in quattro anni.

Sul caso l’assessore al diritto alla salute della regione Toscana, Luigi Marroni, esprime “le più sentite doglianze alla famiglia del paziente deceduto” e tranquillizza i cittadini toscani “sulla sulla sicurezza del nostro sistema sangue”. “Purtroppo – sottolinea Marroni – l’errore umano, come in questo caso, può capitare e non è del tutto eliminabile, ma i dati ci dicono che il nostro sistema trasfusionale è sicuro. Indipendentemente dalla frequenza casualmente ravvicinata degli accadimenti – prosegue l’assessore – gli eventi di questo tipo verificatisi nella nostra regione rientrano in un range di valori in linea con le statistiche nazionali e internazionali. In ogni caso, abbiamo cercato di mettere a punto procedure sempre più sicure e stiamo già procedendo a fare ulteriori approfondite verifiche”.

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